Redditometro, perché è un flop

Il redditometro ha incassato solo 30 milioni di euro contro i 708 stimati: è la via sbagliata per combattere l’evasione fiscale?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il redditometro ha incassato solo 30 milioni di euro contro i 708 stimati: è la via sbagliata per combattere l’evasione fiscale?

E’ entrato ieri in funzione il nuovo redditometro (Redditometro 2013: parte oggi. Ecco come funziona). Intanto si continua a discutere sull’efficacia di questo strumento nella lotta all’evasione fiscale. Le stime raccolte dalla Corte dei Conti sembrano però bocciare il redditometro.

 

Il redditometro stana solo i piccoli evasori

La relazione dei giudici contabili è impietosa e conferma la denuncia di diverse associazioni di consumatori descrivendo un progressivo calando: gli accertamenti realizzati nel 2012 hanno fatto incassare all’Erario solo 30 milioni contro i 708 stimati dal governo Berlusconi (segnando un calo drastico del 74% rispetto ai 116 milioni circa del 2011 e ancora più netto rispetto ai 148 milioni del 2010). Magro bottino di consolazione.

Un gap abissale di 678 milioni di euro che rimette in discussione la funzionalità del redditometro contro i grandi evasori proprio al debutto della nuova versione.

 

Flop del redditometro: commenti e polemiche

La Corte dei Conti ha sentenziato che “Il clamore mediatico suscitato dal nuovo meccanismo di ricostruzione sintetica dei redditi appare francamente sproporzionato alle limitate potenzialità dello strumento e alla presumibile efficacia dello stesso che continuerà, inevitabilmente, a costituire un criterio complementare per l’accertamento dell’Irpef”

Il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi ha commentato queste cifre parlando di uno spauracchio inutile che ha avuto il solo risultato di spaventare le famiglie, specialmente quelle con redditi non onerosi e i lavoratori autonomi. Uno strumento perfino controproducente, che avrebbe finito per incentivare comportamenti evasivi come gli acquisti in nero.

Il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, gli fa eco definendo questi numeri “imbarazzanti” visto il ruolo centrale che il redditometro ebbe in campagna elettorale.

 

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Argomenti: Redditometro

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