Redditometro, ecco chi è soggetto ai controlli e come può difendersi

Verifiche solo su dati certi e possibilità ampia per il contribuente di difendersi in contraddittorio. Ecco cosa prevede la circolare n. 24/E sul nuovo redditometro 2013

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Verifiche solo su dati certi e possibilità ampia per il contribuente di difendersi in contraddittorio. Ecco cosa prevede la circolare n. 24/E sul nuovo redditometro 2013

Nuovo redditometro 2013 al via con la pubblicazione della circolare attuativa delle Entrate, la n. 24/E del 31 luglio scorso. Ma chi sono i soggetti sottoposti al controllo e come difendersi? Come si svolge l’accertamento con adesione?

Nuovo redditometro 2013: la circolare omnibus

Finalmente è arrivata la tanto attesa circolare omnibus delle Entrate sul nuovo redditometro 2013 ( si rinvia al nostro articolo Nuovo redditometro 2013, ecco la circolare omnibus), lo strumento di accertamento sintetico del reddito con cui partono i controlli fiscali in caso di discrepanza, pari al 20%, tra quanto dichiarato e quanto speso dal contribuente. Ebbene in questa sede è opportuno soffermarci su chi saranno fatti i controlli derivanti dal nuovo redditometro. La circolare n. 24/E afferma proprio che la prima garanzia della corretta ed efficace applicazione del nuovo strumento di accertamento sintetico del reddito è costituita da un’attenta attività di analisi che porta all’individuazione i profili e quali contribuenti sono a maggior rischio di evasione fiscale.

Redditometro: verifiche solo su dati certi

Al riguardo, andrà considerata l’entità dello scostamento tra reddito dichiarato e reddito determinabile sinteticamente sulla base di situazioni e fatti certi, dice l’Agenzia, nonché sulla concreta disponibilità di beni di cui l’Amministrazione possiede le informazioni relative alle specifiche caratteristiche. Nella selezione allora non avranno valenza le spese per beni di uso corrente che fanno riferimento alla spesa media risultante dall’indagine annuale ISTAT sui consumi delle famiglie.

Nuovo redditometro:  chi sarà selezionato per i controlli  fiscali?

Saranno, di conseguenza, selezionati coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, avendo cura di evitare situazioni di marginalità economica e categorie di contribuenti che, sulla base dei dati conosciuti, legittimamente non dichiarano, in tutto o in parte, i redditi conseguiti. In sede di selezione si terrà conto, altresì, del reddito complessivo dichiarato dalla famiglia, per evitare di intraprendere attività di controllo nei confronti di coloro le cui spese risultano coerenti a livello di reddito familiare.

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Nuovo redditometro 2013: come si svolge il contraddittorio

Una volta selezionati i contribuenti che presentano un elevato rischio di evasione fiscale secondo i criteri appena indicati, si apre l’attività istruttoria e l’instaurazione del contraddittorio. Il contraddittorio derivante dal controllo per il nuovo redditometro 2013 avrà ad oggetto:

  • le “spese certe”, per le quali il contribuente può dimostrare con prove certe e dirette basate su idonea documentazione l’errata imputazione della spesa o l’inesattezza delle informazioni in possesso dell’Amministrazione;
  • la concreta disponibilità di un bene di cui l’Amministrazione possiede tutte le informazioni relative alle specifiche caratteristiche tecniche (ampiezza, categoria catastale, potenza, dimensioni, etc…), a cui sono direttamente riconducibili le spese di mantenimento (“spese per elementi certi”). Per questa tipologia di spesa il contribuente, oltre a dimostrare l’eventuale inesattezza delle informazioni contenute nell’invito, potrà dare evidenza di fatti, situazioni e circostanze, supportate anche indirettamente da documentazione, da cui si possa riscontrare l’inesattezza relativa alla ricostruzione della spesa, o la diversa imputazione della stessa ;
  • le spese per investimenti sostenute nell’anno, in relazione alle quali potrà essere fornita la prova della formazione della provvista e dell’utilizzo della stessa per l’effettuazione dello specifico investimento;
  • il risparmio, in relazione al quale il contribuente fornirà ogni utile informazione relativa alla quota formatasi nell’anno.

Spetta in primo luogo all’ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo, invitare il contribuente a comparire di persona, o per mezzo di rappresentanti, per fornire dati e  notizie rilevanti ai fini dell’accertamento. L’ufficio quindi  invita il contribuente selezionato a presentarsi per fornire dati e notizie ai fini dell’accertamento, indicando nell’invito stesso gli elementi e le circostanze rilevanti. Fin dal primo incontro il contribuente, naturalmente, può fornire chiarimenti sugli elementi di spesa individuati e sul proprio reddito.

Nuovo redditometro 2013: come difendersi

A sua volta il contribuente può  fornire la prova che le spese sostenute nel periodo d’imposta sono state finanziate con:

a) redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta;

b) redditi esenti;

c) redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta;

d) redditi legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile.

Peraltro il contribuente può fornire elementi per la rettifica dei dati e per l’integrazione delle informazioni presenti nell’Anagrafe Tributaria, dimostrare con prove dirette che le “spese certe” attribuite hanno un diverso ammontare o che sono state sostenute da soggetti terzi. Se il contribuente fornisce chiarimenti esaustivi in ordine alle “spese certe”, “spese per elementi certi”, agli investimenti ed alla quota di risparmio dell’anno, l’attività di controllo basata sulla ricostruzione sintetica del reddito si esaurisce nella prima fase del contraddittorio. In caso contrario saranno oggetto del  contraddittorio anche le spese medie rilevate dall’ISTAT (“spese ISTAT”), connesse all’appartenenza ad una determinata tipologia di famiglia che vive in una specifica zona geografica, per le quali il contribuente potrà utilizzare argomentazioni logiche a sostegno di una sua diversa rappresentazione della situazione di fatto. Resta salva, naturalmente, come detto, la possibilità del contribuente, per tutte le tipologie di spesa innanzi indicate, di dimostrare che le spese sono state sostenute da terzi o che le stesse sono state sostenute con redditi per i quali non sussiste l’obbligo di dichiarazione. Durante il confronto con l’Agenzia, il contribuente è informato delle modalità di svolgimento del procedimento accertativo nel rispetto delle disposizioni contenute nello “Statuto del Contribuente”. Per ogni incontro viene redatto un verbale in cui è riportata sinteticamente la documentazione prodotta dal contribuente e le motivazioni addotte. Se continuano a sussistere elementi di incoerenza o il contribuente non si presenta, l’ufficio valuta l’opportunità di adottare più penetranti poteri di indagine conferiti all’Amministrazione, adeguati al caso concreto, anche in ragione della significatività dello scostamento tra reddito dichiarato e reddito determinabile sinteticamente.

Accertamento con adesione: come si svolge

Nella suddetta circolare, l’Agenzia ricorda anche che ai sensi dell’articolo 38, settimo comma, del DPR 600 del 1972,  nell’ambito del procedimento di ricostruzione sintetica del reddito, l’ufficio ha l’obbligo di attivare l’accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. n.218/97. In tal caso, il contribuente riceverà un nuovo invito al contraddittorio con la quantificazione del maggior reddito accertabile e delle maggiori imposte e la proposta di adesione ai contenuti dell’invito. Nell’invito devono essere indicati, tra l’altro, i motivi che hanno dato luogo alla determinazione delle maggiori imposte. L’invito inoltre può essere definito, mediante il versamento delle somme dovute entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione, con la riduzione alla metà della misura delle sanzioni previste. Se poi il contribuente non aderisce ai contenuti dell’invito al contraddittorio, il procedimento ordinario di adesione su iniziativa dell’ufficio prosegue e per ogni incontro successivo viene redatto un verbale in cui si riporta sinteticamente l’eventuale ulteriore documentazione prodotta e le motivazioni addotte. Se al termine del contraddittorio si perviene al perfezionamento dell’accertamento con adesione, si fruisce del beneficio dell’applicazione delle sanzioni ridotte ad un terzo del minimo previsto dalla legge. Se poi il contribuente non si presenti ovvero al termine del procedimento non si pervenga al perfezionamento dell’adesione, l’ufficio emette l’avviso di accertamento.

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Argomenti: Redditometro

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