Redditometro addio? I nuovi strumenti contro l’evasione fiscale

Il redditometro palesa i suoi limiti come strumento di controllo anti evasione fiscale: quali strumenti alternativi sono previsti?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il redditometro palesa i suoi limiti come strumento di controllo anti evasione fiscale: quali strumenti alternativi sono previsti?

Il redditometro sta palesando i suoi limiti: la Corte dei conti preannuncia l’addio a questo strumento di controllo. Quali sono i nuovi mezzi anti evasione fiscale? Il redditometro punta a far emergere il nero mettendo a confronto in modo incrociato le spese sostenute con i redditi dichiarati (cd «accertamenti sintetici»). E sono molti i contribuenti a temere il redditometro anche se i numeri confermano un abbandono di questo strumento: nel 2014 le verifiche di questo tipo sono state di poco superiori a 11 mila, facendo un registrare un calo del 48,5% rispetto all’anno precedente e addirittura del 69,4% se si confrontano i dati con quelli del 2011. Anche la cifra recuperata tramite il redditometro sembra essere al di sotto delle aspettative.   Lo spesometro viene affiancato al redditometro come strumento alternativo, sempre di accertamento sintetico delle persone fisiche, basato in via esclusiva sulle spese sostenute e quindi non considerando le singole fonti produttive.

Redditometro e limiti: si fanno spazio i controlli analitici

E se strumenti di verifica sintetici, come il redditometro, palesano i loro limiti, ecco che trovano spazio controlli sostanziali analitici di accertamento generale o parziale (ovvero relativi solo ad alcune tipologie di reddito). Accertamento analitico significa che l’Ufficio, anche qualora la dichiarazione risulti incompleta o infedele, possa determinare voce per voce il maggior reddito conseguito dal contribuente e le relative indebite detrazioni. L’accertamento analitico di ricostruzione dei redditi è diverso in caso di persone fisiche non obbligati alla tenuta delle scritture contabili ed esercizi commerciali.

Controllo Fisco: tempi e termini

Secondo quanto previsto dall’articolo 43 del D.P.R. 600/73, la notifica dell’avviso di accertamento deve avvenire “entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è presentata la dichiarazione” o “entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata” in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla. Se le violazioni che comportano l’obbligo di denuncia penale per reati tributari sono riscontrate per più anni, i termini per l’accertamento raddoppiano.

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Argomenti: Redditometro