Redditometro 2013: parte oggi. Ecco come funziona

L’Agenzia delle Entrate vaglierà la proporzione tra reddito e tenore di vita: tolleranza fissata al 20%; i sospetti evasori dovranno giustificare la spesa superiore al reddito dichiarato

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
L’Agenzia delle Entrate vaglierà la proporzione tra reddito e tenore di vita: tolleranza fissata al 20%; i sospetti evasori dovranno giustificare la spesa superiore al reddito dichiarato

Si parte oggi, lunedì 19 agosto 2013, con il redditometro: al vaglio dell’Agenzia delle Entrate tutte le spese fatte negli ultimi 4 anni. I controlli incrociati tra reddito e consumi punteranno ad accertare la proporzionalità del tenore di vita con quanto dichiarato.

 

 

Come funziona il redditometro 2013: questioni tecniche e legali

Il software debutta ufficialmente oggi, dopo settimane di rodaggio: gli elementi da analizzare confluiscono da 128 distinte banche dati. In primo luogo vengono evidenziate le spese anomale, ovvero quelle che superano del 20% il reddito. Si parte dai redditi del 2009 (ovvero quelli dichiarati nel 2010). Durante le prove non sono stati riscontrati particolari problemi di ordine tecnico e nel frattempo il Tribunale di Napoli è intervenuto anche per superare l’empasse legale e confermare che non sussiste violazione della privacy.
I sospetti evasori riceveranno dall’Agenzia delle Entrate  l’invito a presentarsi nell’ufficio di competenza per giustificare la spesa non congruente (dimostrando con prove certe che ad esempio la spesa è stata finanziata con i risparmi degli anni passati o che si tratta di una donazione etc). Le prime convocazioni potrebbero scattare già a settembre. Se le prove non sono convincenti si passa alla seconda eventuale fase del contradditorio nella quale il Fisco pretende la ragione delle spese «stimate», cioè di quelle più piccole e calcolate in base agli indici Istat (come il vitto, shopping in vestiario, spese per i trasporti, hobby e sport etc). Chiaramente non si pretende che per tutte queste spese il contribuente abbia prove documentali, bastando anche argomentazioni di tipo logico. Se le pretese del Fisco persistono si apre l’accertamento formale. Le strade per il contribuente a questo punto sono due: il saldo di quanto richiesto entro quindici giorni con applicazione ridotta delle sanzioni oppure l’avvio del contenzioso dinanzi al tribunale tributario.

 

 

Redditometro 2013: tremano i contribuenti soprattutto in Sicilia e nel Lazio

Ad oggi, secondo recenti studi, il Nord si mantiene tendenzialmente più leale dal punto di vista fiscale: le città più a rischio sono nell’ordine Ragusa, Agrigento,   Trapani e Catania, Messina e Viterbo, Crotone e Caserta, Latina e Rieti. Le dieci province in cui si attendono meno convocazioni nell’immediato sono Milano e Bologna, seguite nell’ordine da Trieste, Forlì-Cesena, Parma, Ancona (insieme a Torino, Padova e Vercelli) e Modena.  

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Argomenti: Redditometro

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