Reddito di Inclusione: approvata in via definitiva, la misura al via il 1 gennaio

Approvato in via definitiva il reddito di inclusione, la misura volta a contrastare la povertà.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Approvato in via definitiva il reddito di inclusione, la misura volta a contrastare la povertà.

Approvato il 29 agosto, in via definitiva, il Reddito di Inclusione, la misura di sostegno al reddito per contrastare la povertà. La misura va a sostituire le altre misure volte al sostegno al reddito introdotte dal Jobs Act, come il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e l’Asdi, che sono risultate troppo frammentarie.

Reddito di inclusione: poche risorse, avvio per pochi

La scarsità di risorse a disposizione non ha permesso l’avvio del Reddito di Inclusione su larga scala e, quindi, dal 1 gennaio 2018, potranno accedervi soltanto le famiglie in stato di disagio economico con minori, disabili, soggetti disoccupati ultra 55enni  o donne in gravidanza nel nucleo familiare. Si tratta, quindi, delle stesse platee che possono beneficiare del SIA e dell’Asdi, le due misure che sono attualmente in vigore e che a partire dal prossimo anno saranno sostituite dal Reddito di inclusione. Rispetto a SIA e Asdi, il Reddito di inclusione presenta notevoli differenze poiché permetterà la corresponsione di una somma mensile per 12 mensilità l’anno e riconosciuta per un massimo di 18 mesi, che oscillerà tra i 190 e i 485 euro al mese in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare. Il sostegno, erogato tramite carta elettronica ricaricata ogni 2 mesi, potrà essere utilizzato per effettuare acquisti nei negozi convenzionati o per effettuare il pagamento delle bollette delle utenze domestiche. Solo metà dell’importo erogato potrà essere riscosso dal beneficiario in contanti.

Reddito di inclusione: compatibilità e rinnovo

Come abbiamo anticipato sopra, il Reddito di inclusione avrà una durata di 18 mesi ma, decorsi 6 mesi dall’ultimo versamento, potrà essere chiesto nuovamente inoltrando specifica domanda. La misura non potrà essere erogata se il beneficiario è già titolare di Naspi e sarà ridotto dell’importo erogato per eventuali trattamenti assistenziali, come il bonus bebè, l’assegno sociale ecc.

Il reddito di inclusione, però, sarà compatibile con i redditi da lavoro dei componenti del nucleo familiare anche se in questo caso potrebbe subire una riduzione del suo valore in base al valore dell’ISR del nucleo familiare, ovvero la componente reddituale dell’Isee, che in ogni caso non deve essere superiore a 3mila euro annui.

Leggi anche:Reddito di inclusione da gennaio 2018, i requisiti per poter fare domanda

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Argomenti: Ammortizzatori sociali, Reddito inclusione attiva