Reddito di emergenza: le nuove indicazioni Inps

Reddito di emergenza, si aggiungono altre due mensilità: i beneficiari e le nuove indicazioni Inps per ottenere il beneficio. Cosa cambia.

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Reddito di emergenza, si aggiungono altre due mensilità: i beneficiari e le nuove indicazioni Inps per ottenere il beneficio. Cosa cambia.

La proroga dello stato di emergenza in Italia ha spinto il Governo Conte a dover emanare nuove misure a sostegno di famiglie e contribuenti in difficoltà. Le restrizioni che stanno interessando gran parte del Paese hanno messo molti nella condizione di non poter più contare su un’entrata fissa, aggravando ancora di più la loro posizione economica. Con lo scopo di andare incontro a queste persone, dunque, l’Esecutivo ha deciso di introdurre a maggio il Reddito di Emergenza. Con il prolungarsi della pandemia, poi, questo intervento è stato esteso, fino all’aggiunta delle ultime due mensilità per le quali – proprio recentemente – l’Inps ha rilasciato nuove indicazioni.

Reddito di emergenza, si aggiungono altre due mensilità

Introdotto con il decreto Rilancio a maggio (decreto legge 34/2020), il Reddito di Emergenza è una misura straordinaria di sostegno che ha come obiettivo quello di supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica a causa dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Già a fine estete, con il decreto Agosto (D.L. 104/2020), il Governo aveva deciso di riconoscere un’ulteriore mensilità – su domanda – ai

nuclei familiari in possesso dei requisiti previsti dalla norma, indipendentemente dal fatto che avessero già richiesto, ed eventualmente ottenuto, il beneficio del Rem D.L. 34.

È tuttavia con l’articolo 14 del decreto-legge n.137 del 28 ottobre 2020 (il cd. decreto Ristori) che, a seguito delle nuove restrizioni anti-Covid, si è intervenuti nuovamente sul beneficio, di fatto, prolungandolo per altre due mensilità.

Reddito di emergenza, i beneficiari: le nuove indicazioni Inps per ottenere il beneficio

Con il messaggio n. 4247 del 12 novembre 2020, l’Inps ha reso note quelle che sono le nuove indicazioni relative a requisiti e modalità di richiesta delle ulteriori due mensilità Rem introdotte con il decreto-legge 28 ottobre 2020, n.

137.

Nello specifico, potranno ottenere il beneficio:

  • i nuclei familiari già beneficiari del Rem secondo le disposizioni del D.L. 104, con il riconoscimento delle ulteriori due quote avverrà d’ufficio per i mesi di novembre 2020 e dicembre 2020;
  • i nuclei che non hanno presentato la domanda, o ai quali il beneficio non è stato riconosciuto, che avranno la possibilità di richiedere il nuovo Reddito di Emergenza (di seguito anche Rem D.L. 137), previa presentazione della richiesta e verifica del possesso dei requisiti, e sempre per le mensilità di novembre 2020 e dicembre 2020.

Il beneficio spetta inoltre anche ai nuclei già beneficiari individuati dal decreto Rilancio, che solo se non hanno ottenuto anche il Rem con il decreto Agosto dovranno presentare una nuova domanda.

Reddito di emergenza: chi dovrà presentare domanda

Le ulteriori due mensilità Rem previste dal Governo, dunque, verranno erogate in molti casi direttamente dall’Inps, senza cioè che sia necessario inoltrare una nuova richiesta. Non per tutti, però, il riconoscimento del Reddito di Emergenza avverrà d’ufficio.

In particolare, per quanto riguarda le mensilità Rem di novembre e dicembre 2020:

  • è riconosciuta l’erogazione d’ufficio di due ulteriori mensilità ai soli nuclei familiari già beneficiari del Rem D.L. 104 (questi, pertanto, non dovranno presentare una nuova domanda);
  • devono presentare domanda per ottenere le due mensilità di Rem previste dal decreto Ristori tutti i nuclei familiari che fino ad ora non hanno richiesto il Reddito di Emergenza.

Reddito di emergenza: come fare domanda

Chi deve presentare domanda per ottenere il Reddito di Emergenza può farlo esclusivamente online, con richiesta telematica all’Inps, a partire dal 10 novembre 2020 ed entro il termine perentorio del 30 novembre 2020. I beneficiari, dunque, possono collegarsi al sito internet dell’Inps (www.inps.it) e inoltrare la procedura dopo autenticazione con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica.

In alternativa, è possibile rivolgersi ad un Patronato abilitato a svolgere tale servizio o farsi assistere da un Centro di assistenza fiscale.

La domanda deve essere presentata da uno dei componenti della famiglia, individuato come il richiedente il beneficio, in nome e per conto di tutto il nucleo familiare. È pertanto necessario che alla data di presentazione della domanda sia stata presentata una DSU, ovvero una Dichiarazione Sostitutiva Unica ordinaria o per ISEE corrente. Si ricorda che non è valida, ai fini della richiesta del presente beneficio, l’attestazione ISEE riferita al nucleo ristretto. Va ricordato, a tal proposito, che laddove la DSU valida al momento della presentazione della domanda presenti omissioni e/o difformità, l’Inps si riserva la possibilità di verifica prima della valutazione del requisito della soglia ISEE.

I dati relativi ai requisiti e alle incompatibilità autodichiarati in domanda saranno oggetto di controlli, effettuati anche a campione, ai sensi dell’articolo 71 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000. La non veridicità del contenuto delle dichiarazioni, se verificata in sede di istruttoria, comporta la reiezione della domanda mentre, se emersa successivamente, determina la revoca dal beneficio, ferme restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste dalla legislazione vigente.

Gli esiti sono consultabili on line da parte del cittadino o dell’intermediario che ha trasmesso la domanda.

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