Reddito di Cittadinanza, tagli solo a chi non vuole lavorare: la vittoria di Conte

La riduzione mensile del Reddito di cittadinanza potrebbe applicarsi solo a chi rifiuta la prima offerta di lavoro

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Bufala sul reddito di cittadinanza: a quanto ammonta la truffa

Per il fine settimana, Il DDL di bilancio approvato lo scorsa settimana dal Governo, approderà in Senato. I  partiti politici, presenteranno diverse proposte di modiche rispetto all’attuale testo del disegno di legge di bilancio.

Proposte di modiche che spaziano dal campo delle pensioni a quello del fisco.

Novità potrebbero essere introdotte per il reddito di cittadinanza. Infatti, potrebbero essere previsti dei tagli per il reddito di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza, se si rifiutano le tre proposte di lavoro

La revoca del Reddito di cittadinanza, Rdc, può avvenire per svariate ragioni previste dalla legge. Perdita dei requisiti economici oppure in caso di violazione degli obblighi legati alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale o in caso di presentazione di DSU non veritiere.

Sul patto per il lavoro, a pena di revoca dell’RDC, il beneficiario è tenuto ad accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (articolo 25 del decreto legislativo n. 150 del 2015 e ss.mm.ii e art.4 comma 9 D.L.4/2019). In caso di rinnovo del beneficio RDC, deve essere accettata la prima offerta utile di lavoro congrua.

La congruita’ dell’offerta di lavoro e’ definita anche con riferimento alla durata di fruizione del beneficio del Rdc e al numero di offerte rifiutate.

Cosa potrebbe cambiare nel testo finale della Legge di bilancio?

Soprattutto i cinque stelle con Conte, stanno lottando per mantenere l’attuale assetto del Reddito di cittadinanza. Tuttavia, le ultime operazioni di polizia che hanno scovato ulteriori furbetti del RDC, non aiuta il confronto politico in sede di discussione della Manovra 2022.

Ad ogni modo, nell’attuale testo del DDL di bilancio sono previste diverse novità.

Anche specifici tagli all’importo del Reddito di cittadinanza.

In primis, è introdotto un meccanismo di decalage che prevede la riduzione dell’importo riconosciuto mensilmente se superiore a 300 euro; ogni 30 giorni, a partire dal sesto mese di percezione del beneficio, l’importo della prestazione verrà diminuita di 5 euro. Sono esclusi dal meccanismo in parola i soggetti fragili o con familiari a carico non autosufficienti.

Novità anche sul numero di proposte di lavoro rifiutate che determinano la perdita dell’ RDC. Le proposte scendono da 3 a 2.

Conte, l’ex premier, tuttavia in un confronto con Draghi avrebbe ottenuto il placet all’attivazione del meccanismo del decalage solo dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro. Dunque scongiurando un’applicazione generalizzata a tutti i percettori del Rdc.

Vedremo cosa accadrà in Senato.

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