Reddito di cittadinanza: pronto già il referendum per l’abolizione

Il reddito di cittadinanza è pronto al debutto: ma già è stato proposto anche il referendum per la sua abolizione. Ecco le motivazioni e chi aderisce.

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Il reddito di cittadinanza è pronto al debutto: ma già è stato proposto anche il referendum per la sua abolizione. Ecco le motivazioni e chi aderisce.

Il reddito di cittadinanza è pronto al debutto: dal 6 marzo 2019 dovrebbe essere possibile fare domanda per la carta RdC. Ma potrebbe essere un sussidio nato morto? Già perché nelle ultime ore sta partendo anche il referendum per abolire il reddito di cittadinanza. La proposta di un referendum abrogativo del sussidio è stata lanciata da Vittorio Feltri su Libero sotto forma di appello rivolto a Silvio Berlusconi: “Fai un referendum per abolire il reddito di cittadinanza”.

Referendum per l’abrogazione del reddito di cittadinanza: ecco chi lo appoggia

Ma il fronte anti reddito di cittadinanza ha già trovato adesioni in quattro diversi partiti politici sostenitori. Tra i primi a raccogliere l’appello troviamo Giorgia Meloni: del resto il presidente di Fratelli d’Italia non ha mai nascosto di apprezzare quota 100 ma non la misura per il reddito di cittadinanza.

Ecco le dichiarazioni sulla proposta di misure di welfare alternative al reddito di cittadinanza: “per Fratelli d’Italia lo Stato ha il dovere morale di aiutare chi non può, per ragioni oggettive, lavorare: i bambini (la nostra proposta storica si chiama reddito d’infanzia), gli invalidi (raddoppiando l’assegno di invalidità) e gli anziani (alzando le pensioni minime e anticipando la pensione sociale agli over 60 privi di reddito). Per tutti gli altri, invece, il compito dello Stato è favorire il lavoro, creando i presupposti per la crescita e mettendo chi può assumere in condizione di farlo”.

Perplessità anche riguardo i costi del reddito di cittadinanza: “perché la povertà si sconfigge solo creando ricchezza. Il costo complessivo del Rdc per il 2019 è di 7,1 miliardi: destiniamo quei soldi ad abolire la fattura elettronica, a pagare i debiti della Pa, a ridurre le tasse alle imprese che assumono. Ne beneficerebbe l’Italia migliore, quella che ha voglia di fare e chiede solo di essere messa in grado di dimostrare quanto vale”.

Le fa eco Raffaele Fitto, leader di Direzione Italia: “il reddito di cittadinanza non abolisce la povertà in Italia, né tanto meno risolve i problemi della mancanza del lavoro! E vogliamo che a dirlo siano proprio gli italiani, per questo condivido l’iniziativa di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia per l’indizione di un referendum abrogativo, così come sollecitato dal direttore di Libero. Siamo da sempre contrari -aggiunge- a misure non di sostegno allo sviluppo e al lavoro, ma meramente assistenziali, che per altro favoriscono il lavoro nero. Ma è chiaro che da quello che abbiamo sentito in conferenza stampa ci sembra, altresì, alquanto improbabile che la misura possa essere addirittura applicata: mancano risorse e la necessaria organizzazione”.

Anche Matteo Renzi dice la sua sul decretone, che considera un autogol del Governo: “Hanno fatto delle misure economiche che per noi sono sbagliate concettualmente, perché vanno contro il lavoro, perché fanno pagare ai giovani le pensioni”.

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