Reddito di Cittadinanza: nuove domande per 78% dei beneficiari

Quattro persone su cinque hanno chiesto nuovamente il reddito di cittadinanza a ottobre. Ritratto di un paese in grossa difficoltà.

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Quattro persone su cinque hanno chiesto nuovamente il reddito di cittadinanza a ottobre. Ritratto di un paese in grossa difficoltà.

Nel mese di ottobre 2020 il numero dei nuclei familiari beneficiari di Reddito e Pensione di Cittadinanza (RdC) è stato pari a 971.000. In calo rispetto al mese precedente prevalentemente per la conclusione del primo ciclo di erogazione del beneficio. La Pensione di Cittadinanza invece si rinnova automaticamente.

Lo comunica l’Inps in una nota aggiungendo che il 78% di coloro che hanno terminato il primo ciclo a settembre ha presentato una nuova domanda nel mese di ottobre, secondo quanto previsto dalla normativa, per ottenere poi a partire dal mese di novembre nuovamente il beneficio, se ancora in possesso dei requisiti richiesti.

Al 31 ottobre, il numero di nuclei che ha una domanda in lavorazione risulta pari a 447.000, il 67% di questi è rappresentato da coloro che hanno presentato domanda di rinnovo.

Reddito di Emergenza, importo medio 559 euro

Per quanto riguarda il Reddito di Emergenza, i nuclei percettori di almeno una mensilità della prestazione, che prevede erogazioni per due mesi, risultano pari a 291.000. Con 700.000 persone coinvolte e un importo medio mensile di 559 euro.

Sono invece 236.000 i nuclei beneficiari di una mensilità di Reddito di Emergenza prevista dal dl 104/2020 art.23, che appunto prevede l’erogazione di una sola mensilità, con 548.000 persone coinvolte e un importo medio pari a 554 euro.

Reddito di Cittadinanza, altri 470 milioni nel 2022

Intanto il Parlamento si appresta ad approvare nuovi finanziamenti per il Reddito di Cittadinanza nel 2022. La bozza alla legge di bilancio prevede infatti un incremento della dotazione del fondo destinato a tale scopo. Per il finanziamento del reddito di cittadinanza la dotazione di spesa, si legge fra le righe è incrementata di:

  • 196,3 milioni di euro per l’anno 2021,
  • 473,7 milioni di euro per l’anno 2022,
  • 474,1 milioni di euro per l’anno 2023,
  • 474,6 milioni di euro per l’anno 2024,
  • 475,5 milioni di euro per l’anno 2025,
  • 476,2 milioni di euro per l’anno 2026,
  • 476,7 milioni di euro per l’anno 2027,
  • 477,5 milioni di euro per l’anno 2028,
  • 477,3 milioni di euro per l’anno 2029.

Di Maio, nonostante critiche misure M5S lungimiranti

Sono mesi duri, è inutile girarci attorno. Da due anni a questa parte ho sentito molte critiche nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ogni critica è legittima, però poi dobbiamo guardare in faccia la realtà.

E dobbiamo anche dire che alcune misure, forse le principali misure proposte dal Movimento nel primo e nel secondo governo, si stanno rivelando oggi lungimiranti. Perché in questa crisi pandemica ed economica in cui si trova l’Italia, 3 milioni di persone riescono ad andare avanti grazie al reddito di cittadinanza. Senza il quale sarebbero allo stremo“.

Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, spiegando che “se oggi abbiamo scongiurato circa 2 milioni di licenziamenti è grazie al decreto dignità, con cui abbiamo convertito il 300% di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

In questo senso, un pensiero va anche ai riders. Nel 2018 erano lavoratori praticamente senza diritti e oggi hanno delle tutele per la loro sicurezza e permettono a molte imprese di continuare a lavorare in pieno lockdown. E a molte famiglie di poter ordinare la propria cena a casa. A chi soprattutto non si può muovere, a chi è malato o contagiato ed è in isolamento o in quarantena.

Da quando siamo al governo abbiamo sempre agito con una visione chiara: migliorare la qualità della vita degli italiani. Ed è grazie a quella visione, di vita reale, che oggi stiamo riuscendo a contenere alcuni effetti di questa crisi che sarebbero stati letali per il tessuto economico e sociale del Paese.

Non dobbiamo autocelebrarci, non dobbiamo pensare di essere arrivati al traguardo perché è solo il punto di partenza. Le polemiche però vanno messe da parte: dobbiamo concentrarci solo sulle soluzioni concrete per gli italiani e su nuove proposte da mettere in campo per far ripartire il Paese. Questa è l’unica strada percorribile“, conclude Di Maio.

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