Reddito di cittadinanza, ecco il decreto: i 6 vincoli e le novità sul patto di lavoro

Ecco il reddito di cittadinanza: si parte a marzo con le domande e ad aprile arrivano i primi sussidi. Cosa sapere su requisiti, vincoli e patto di lavoro.

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Ecco il reddito di cittadinanza: si parte a marzo con le domande e ad aprile arrivano i primi sussidi. Cosa sapere su requisiti, vincoli e patto di lavoro.

Ieri pomeriggio il Governo, come da programma, ha approvato il tanto atteso decretone reddito di cittadinanza a quota 100. In attesa della pubblicazione del testo ufficiale, riportiamo le notizie divulgate sul sussidio per i disoccupati. Ci sono novità rispetto alla bozza che era stata messa online?

Reddito di Cittadinanza 2019: quali novità?

L’impianto della misura sembra confermato nei pilastri portanti rispetto alle previsioni della bozza. Tuttavia è bene sapere che, rispetto a quanto stabilito, non è esclusa una manovra bis con correttivi.

Reddito di Cittadinanza 2019: patto di lavoro e vincoli

Non ritorniamo nuovamente sui requisiti reddito di cittadinanza, che appaiono invariati (sia per l’Isee che per il reddito patrimoniale) e dei quali ci siamo occupati più volte. Ma se la fase 1, quella della domanda, sembrava un percorso ad ostacoli, la fase 2, ossia quella dell’erogazione dei 780 euro e del mantenimento del diritto al sussidio, non appare molto più agevole.

Dalla firma del patto di lavoro, il disoccupato che percepisce il reddito di cittadinanza dovrà rispettare almeno 6 vincoli corrispondenti ad altrettanti adempimenti. Il primo step prevede il controllo dei requisiti e, se si rientra, la registrazione al portale Siupl (con obbligo di consultazione quotidiana dello stesso). Chi percepisce il sussidio di cittadinanza in quanto disoccupato, inoltre, dovrà individuare un’attività pubblica cui dedicare le otto ore settimanali e accettare corsi di formazione o qualificazione e sostenere colloquio psicoattitudinali ed eventuali selezioni. Infine è tenuto ad accettare una delle prima tre offerte congrue al suo profilo professionale. Chiunque non sottoscriva il patto di lavoro o si rifiuti senza motivo di prendere parte alla formazione attiva non partecipando ai progetti di utilità sociale, ad esempio nelle otto ore settimanali da dedicare, decadrà dal diritto al reddito di cittadinanza.

Le decurtazioni massime possono arrivare a due mensilità dopo di che scatta la decadenza.

Decadenza dal reddito di cittadinanza e sanzioni per i furbetti

Molta attenzione viene dedicata alle misure volte ad impedire abusi del reddito di cittadinanza e situazioni di parassitismo. Per chi presenta documenti falsi o certificazioni mendaci per ricevere il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto, è previsto il carcere da due a sei anni.

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