Reddito di Cittadinanza e quota 100: cosa succede se cambia il Governo?

Reddito di Cittadinanza e Quota 100: che cosa succederà se cade il governo? Ecco gli scenari possibili.

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Reddito di Cittadinanza e Quota 100: che cosa succederà se cade il governo? Ecco gli scenari possibili.

Il destino di reddito di cittadinanza e quota 100 è legato a quello del Governo? Che l’intesa tra Salvini e Di Maio sia ai ferri corti è ormai palpabile nell’aria, sebbene i due leader al governo si sforzino di nascondere l’evidenza come due coniugi dal matrimonio palesemente in crisi. Intanto c’è chi già pensa al post governo Conte? Che cosa succederà alle misure che ne sono state le colonne portanti? Quota 100 e Reddito di Cittadinanza in particolare resisteranno anche se si dovesse tornare alle urne?

Sia quota 100 che il Reddito di Cittadinanza sono ormai avviate pienamente, nonostante qualche polemica e ritardo iniziale. E’ innegabile però che si tratti, in entrambi i casi, di due misure dalla forte componente politica. Da qui la lecita paura che con il cambio di vertice al governo ci saranno dei cambiamenti. Se volessimo “dividere” la competenza e la paternità dei due provvedimenti, verrebbe da dire che la quota 100 è stata fortemente voluta da Salvini mentre il reddito di cittadinanza è stato il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Vista anche la riluttanza dell’Europa sulla riforma pensioni, i lavoratori prossimi a raggiungere i requisiti quota 100 temono che senza un governo Lega tale possibilità gli potrà essere negata. 

Salvini al governo cancellerebbe il reddito di cittadinanza?

Salvini, dal canto suo, ha già dichiarato che, in caso di rottura drastica al governo, bisognerà tornare alle urne. Puntando sulle alleanze con il Centrodestra, Salvini potrebbe avere i numeri per andare il governo. In questo scenario probabilmente la priorità diventerebbe la flat tax. Una misura già in programma anche con l’attuale governo e che ha un costo non indifferente. Finora si è detto che questa potrebbe essere finanziata intervenendo sulle detrazioni.

Tuttavia, in caso di governo senza grillini, si potrebbe pensare all’abolizione del reddito di cittadinanza?

Va anche detto che, a differenza della quota 100, il reddito di cittadinanza non è una misura a scadenza nel 2021. Al contrario, nel nel decreto 4/2019 si legge espressamente che “a decorrere dal 2022 ogni anno bisognerà prevedere una spesa da 7,2 miliardi di euro per il funzionamento del reddito di cittadinanza”. Un eventuale nuovo governo quindi dovrebbe abolire il reddito di cittadinanza non potendosi limitare a non confermarlo.

Sul fronte pensioni invece Salvini difficilmente avrà ripensamenti su quota 100, fortemente voluta dalla Lega. Anzi l’obiettivo è quello di riuscire ad attuare la quota 41.

E se restasse il Movimento 5 Stelle al Governo senza la Lega?

L’alternativa potrebbe essere un governo formato dal Movimento e dal Partito Democratico. Un’alleanza che oggi potrebbe permettere ai grillini di avere i numeri per governare forse ma che, sul piano ideologico, appare poco concretizzabile. In tal caso non ci sarebbero dubbi sul proseguimento del reddito di cittadinanza. Non solo perché è stata una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle ma anche perché l’ultimo Governo di Centrosinistra aveva introdotto il REI, che seppur con qualche differenza di base ricalca la ratio del Reddito di Cittadinanza. Sul fronte pensioni si potrebbero immaginare alcuni interventi per dare maggiore flessibilità soprattutto ad alcune categorie di lavoratori specifiche (come Ape Volontario e Social).

 

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