Reddito di cittadinanza: è allerta conti corrente?

Reddito di cittadinanza: privacy conti corrente a rischio? Nel mirino il controllo dei requisiti Isee con il flusso di dati da Caf a Inps ma anche l'uso della carta rdc.

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Reddito di cittadinanza: privacy conti corrente a rischio? Nel mirino il controllo dei requisiti Isee con il flusso di dati da Caf a Inps ma anche l'uso della carta rdc.

Screening dei conti corrente in seguito alle domande del reddito di cittadinanza? L’allerta spaventa. Il reddito di cittadinanza comporta la rinuncia alla privacy sul conto?

Isee per reddito di cittadinanza: privacy a rischio?

Già in questi giorni, chi si è rivolto al Caf per preparare la documentazione utile ai fini del reddito di cittadinanza, avrebbe di fatto, probabilmente senza saperlo, consegnato all’Inps la chiave di accesso al proprio conto corrente.


Paolo Conti, direttore generale Caf Acli, spiega “complice la corsa al reddito di cittadinanza, prevediamo che quest’anno sette milioni di famiglie si rivolgeranno ai Caf per ottenere dall’Inps la certificazione Isee, fanno circa ventitré milioni di italiani in tutto, il 15 per cento in più rispetto a quelli che già si relazionano con l’indicatore della situazione economica equivalente per beneficiare di altre agevolazioni”.

Preoccupazioni sono state avanzate anche dal Garante della privacy. Se questi timori fossero confermati non ci sarebbe altra via se non quella di rinunciare ai controlli anti furbetti. Ma questo significherebbe un riconoscimento del reddito di cittadinanza fuori controllo. Perché i dati personali del conto corrente potrebbero essere accessibili? Paolo Conti ha spiegato la procedura: “i Caf comunicano all’Inps i dati contenuti nella Dichiarazione sostitutiva unica per la richiesta dell’Isee, tra cui quelli relativi al patrimonio finanziario di cui l’istituto di previdenza non è a conoscenza finché non è il cittadino stesso a consegnarglieli, tramite l’autocertificazione”. L’ente previdenziale è quindi chiamato a verificare con l’Agenzia delle Entrate se le informazioni fornite dall’utente corrispondono alla realtà dei fatti: per farlo accede ai conti correnti del richiedente e può controllare le somme depositate in banca, gli investimenti e anche eventuali polizze a suo nome.

Il punto è che le nuove norme europee sulla privacy prevedono una serie di paletti da far scattare quando vengono trattati dati inerenti alla sfera intima di una persona, a maggior ragione se specifici per una situazione particolare, come nel caso del reddito di cittadinanza. Si prevede che i tempi di conservazione delle informazioni debbano essere limitati.

Inoltre, i dati raccolti a questo scopo devono essere sottoposti a continui aggiornamenti per assicurarsi che siano precisi. Il pericolo in caso contrario è quello di collasso dell’intero sistema di verifiche con cui il governo dovrebbe scongiurare abusi nel riconoscimento del reddito di cittadinanza.

Uso carta reddito di cittadinanza: dati personali a rischio?

Esteriormente la carta reddito di cittadinanza appare come una normale postepay proprio per tutelare la privacy del titolare. Ma basta questo?

Desta preoccupazione in merito alla privacy anche l’uso della carta rdc. Il monitoraggio di beneficiari ed esercenti (divisi per settore merceologico) andrà disciplinato per evitare che vengano messe a rischio informazioni personali.

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