Reddito di Cittadinanza: 1.330 euro al mese non bastano, il Presidente dell’Inps chiede di aumentare gli importi

Per il Presidente dell’Inps occorre aumentare l’Importo del Reddito di Cittadinanza. O si cambia la scala di equivalenza, oppure si potrebbe agire sul contributo da 280 euro legato all’affitto.

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Per il Presidente dell’Inps occorre aumentare l’Importo del Reddito di Cittadinanza. O si cambia la scala di equivalenza, oppure si potrebbe agire sul contributo da 280 euro legato all’affitto.

Il reddito di cittadinanza costituisce, oggi, il principale strumento di lotta alla povertà assoluta, ed è necessario per fronte alla crisi sanitaria del coronavirus o, per meglio dire, alla crisi economica e di liquidità delle famiglie che nasce dalle politiche di contenimento adottate dal nostro Paese. Quanto appena detto è un po’ la sintesi dell’intervista del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, rilasciata in questi giorni a “La Stampa”.
Tridico, in questa intervista, ha dichiarato la sua volontà di innalzare gli importi del Reddito di Cittadinanza. Oggi la soglia massima è pari a 1330 euro ma in alcuni casi, spiega il Presidente dell’INPS, potrebbero non essere sufficienti.

Reddito di Cittadinanza, 1.330 euro? potrebbero non essere abbastanza

Gli importi del reddito di cittadinanza dovrebbero essere aumentati, o almeno questa è la proposta del Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico.
Per Tridico, tali importi, fino a 1.330 euro al mese, potrebbero non essere sufficienti, soprattutto per famiglie numerose o che pagano un canone di affitto importante.
La proposta del n. 1 dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, dunque, si concretizzerebbe in un aumento del reddito di cittadinanza proprio in relazione a tali casistiche.
In particolare, spiega Tridico:

Occorre aumentare il sussidio in base ai componenti del nucleo. O si cambia la scala di equivalenza, oppure si potrebbe agire sul contributo da 280 euro legato all’affitto. L’idea sarebbe di modularlo in base al numero dei familiari per raggiungere maggiore equità.

Ma a questo punto la domanda è lecita: aumentare l’importo del reddito di cittadinanza, a ragion veduta, non costituirebbe un importante disincentivo per la ricerca di un nuovo lavoro?

Ad ogni modo, la decisione di aumentare tali importi o, in generale, di modificare questo istituto non spetta al presidente dell’INPS, anche se, per ovvie ragioni, la sua rimane una delle voci più autorevoli in tal senso.

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