Reddito cittadinanza non spettante: quanti anni di carcere si rischiano?

Una nuova domanda di accesso al reddito cittadinanza potrà essere ripresentata solo una volta trascorsi 10 anni dalla condanna

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Reddito di cittadinanza, controlli nel centro Italia: ecco chi rischia il carcere

Chi è scoperto a percepire indebitamente il reddito di cittadinanza, oltre alla decadenza dal sussidio stesso, rischia pensanti conseguenze penali. Il carcere non è certo una bella esperienza per nessuno. Quindi, meglio stare attenti ed evitare.

Vediamo, in questo articolo, quanti sono gli anni di reclusione previsti ed in quali casi si rendono applicabili.

Reddito cittadinanza: carcere fino a 6 anni in caso di truffa

Due sono i casi in cui scattano le sanzioni penali nell’ambito del reddito cittadinanza. In dettaglio, si applica il carcere, in ipotesi di:

  1. presentazione di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti situazioni non vere o omissione di informazioni per ottenere indebitamente il sussidio
  2. mancata comunicazione all’INPS delle variazioni del reddito o del patrimonio del nucleo familiare, anche se provenienti da attività irregolari, e altre informazioni che potrebbero comportare la revoca del beneficio o anche la sua riduzione.

Nel caso di cui al punto 1) si rende applicabile la reclusione da 2 anni a 6 anni. Per il punto 2) la reclusione è da 1 anno a 3 anni.

A seguito della condanna ad uno o più dei reati sopra descritti, le conseguenze sono, oltre alla reclusione:

  • la revoca del reddito cittadinanza
  • la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Una nuova domanda di accesso al sussidio potrà poi essere ripresentata solo una volta trascorsi 10 anni dalla condanna.

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