Rateizzazioni semplificate ed efficaci per i debiti fiscali

L'art. 19 del D.P.R. n. 602/1973 ha una norma sulla modifica della rateizzazione dei pagamenti di debiti fiscali. L'obiettivo è quello di semplificare la procedura tenendo conto della grave crisi economica.

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
L'art. 19 del D.P.R. n. 602/1973 ha una norma sulla modifica della rateizzazione dei pagamenti di debiti fiscali. L'obiettivo è quello di semplificare la procedura tenendo conto della grave crisi economica.

Il decreto della riforma sulla riscossione dei debiti fiscali, licenziato in prima lettura lo scorso 26 giugno, include una norma che modifica l’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973 sulla rateizzazione dei pagamenti di debiti fiscali. L’obiettivo è quello di semplificare la procedura tenendo conto della grave crisi economica.  

L’attuale disciplina in materia.

L’art. 19, decreta che l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente, può riconoscere, nel presupposto di temporanea situazione di difficoltà dello stesso, la rateizzazione del pagamento delle somme dovute fino ad un massimo di 72 rate mensili. In caso di peggioramento della difficoltà economica, la dilazione può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a 72 mesi, a condizione che non sia scaduta. Il contribuente può chiedere che le rate, invece di fisse, diventino variabili di importo crescente per ciascun anno. Il debitore, ove si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità in una grave difficoltà economica e comprovata, la rateizzazione può essere aumentata fino a 120 rate mensili. Nel caso in cui la dilazione straordinaria (120 rate) non venga concessa si può richiedere una rateizzazione ordinaria.(72 rate). La soglia minima delle rate è di regola pari a euro 100. Per presentare un’istanza di rateizzazione ordinaria (72 rate) bisogna tenere conto di:

  • se il debito è inferiore a 50.000 euro è possibile richiedere la rateazione con una domanda semplice, senza allegare alcuna documentazione.
  • se il debito è superiore a 50.000 euro è, invece, necessario presentare alcuni documenti che attestino lo stato di difficoltà economica e la situazione della famiglia.

  Oltre a ciò:

  • l’istanza non deve essere fornita da alcuna garanzia, nemmeno se il debito è superiore a 50.000 euro;
  • la stessa può essere presentata anche a esecuzione avviata;
  • si applicano gli interessi di dilazione (art. 21, D.P.R. n. 602/1973).

  Per presentare un’istanza straordinaria (120 rate) bisogna rispettare le indicazione del decreto del Ministero del’Economia delle Finanze del 6 novembre 2013. Valgono le seguenti norme:

  • il contribuente ha già una rateizzazione e gli viene recapitata una nuova cartella, è possibile richiedere una nuova rateizzazione del debito, sempre se il contribuente sia a norma con i pagamenti

 

  • in caso di peggioramento della situazione economica che non consente più di sostenere il pagamento delle rate, è possibile chiedere una proroga delle rate, ma ciò si può fare una sola volta;

 

  • si decade della rateazione in caso di mancato pagamento, di 8 rate anche non consecutive . In tal caso l’intero importo ancora dovuto è immediatamente riscuotibile in unica soluzione e il debito non può più essere rateizzato.

 

I debiti fiscali cosa cambia per le rateizzazioni

L’agente della riscossione concede, dietro domanda del contribuente che dichiari di versare in temporanea situazione di difficoltà, la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo sino ad un massimo di 72 rate mensili. Nel caso in cui il debito sia di importo superiore a 50.000 euro, la rateizzazione può essere concessa solo se il contribuente presenta la documentazione che dimostri tale difficoltà. Rimangono confermate le possibilità di richiedere:

  • una proroga in caso di peggioramento della situazione economica (art. 19, comma 1-bis);
  • rate variabili e non costanti (art. 19, comma 1-ter);
  • la rateazione straordinaria di 120 rate (art 19, comma 1-quinquies).

  Cambia, la procedura (art. 19, comma 1-quater). Infatti, ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente può iscrivere il fermo amministrativo (art. 86, D.P.R. n. 602/1973) solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza. Inoltre viene disposto che:

  • a seguito della presentazione dell’istanza di rateazione, non è possibile avviare azioni esecutive sino  all’eventuale  rigetto della stessa;
  • in caso di approvazione della domanda, solo il pagamento della prima rata determina l’impossibilità di proseguire le azioni di recupero precedentemente avviate; ciò a condizione che, alternativamente:
  1. non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo;
  2. non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero il terzo non abbia reso dichiarazione positiva;
  3. non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

 

Un’altro cambiamento riguarda gli effetti del mancato pagamento delle rate.

Attualmente, se non si pagano 8 rate anche non consecutive si decade dal beneficio e non è possibile chiedere una nuova rateazione. Con le nuove leggi, se confermate, in caso di decadenza da una rateazione concessa a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, si potrà nuovamente accedere ad una nuova dilazione ma a precise condizioni:

  • occorre che al momento della presentazione della nuova istanza, le rate del precedente piano di rateazione, già scadute alla data di tale presentazione, siano integralmente saldate. La nuova dilazione, sarà concedibile per un numero di rate non superiore a quello delle rate del vecchio piano non ancora scadute alla medesima data.
  • per evitare azioni elusive, si restringe il numero delle rate “insolventi” che passa da 8 a 5, anche non consecutive.
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Argomenti: Rate equitalia