Quota 100: si restringe il campo di chi può fare domanda?

Requisiti quota 100 più rigidi: per tagliare i costi potrebbe restringersi nuovamente la platea dei beneficiari. Spuntano nuovi paletti. Ecco le ultime indiscrezioni sulla riforma pensioni quota 100

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quota 100 e alternative possibili

Troppe persone potenzialmente interessate alla quota 100: occorre ridurre la platea di beneficiari introducendo nuovi paletti sui requisiti di accesso per la domanda? Queste le ultime indiscrezioni che arrivano sul fronte pensioni.

Requisiti quota 100: nuovi paletti per ridurre i beneficiari?

Secondo le ultime stime sarebbero circa 620 mila le persone che potrebbero potenzialmente rientrare nella quota 100 (se si considerano nel conto anche i pensionandi interessati a fare domanda di pensione anticipata e i lavoratori precoci).

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Intanto, dopo l’allarme lanciato da Tito Boeri che ha chiesto al governo la correzione dei costi della riforma pensioni basati su stime, a suo dire, inesatte, arriva anche la bocciatura dell’Ocse alla riforma quota 100. L’ Economic Outloo 2018 prevede che “la riduzione dell’età pensionabile peggiorerà la disuguaglianza intergenerazionale, aumentando la gia’ alta spesa pensionistica e ridurra’ la crescita a lungo termine, riducendo l’eta’ lavorativa della popolazione”.

Antonio Brambilla ha considerato l’opportunità di introdurre alcuni nuovi paletti alla riforma pensioni allo scopo di limitare il costo quota 100. Tra i possibili paletti figurano il ricalcolo contributivo con conseguente taglio medio del 10% circa dell’assegno, il limite di due o tre anni ai contributi figurativi, senza intaccare quelli per maternità e servizio militare, e l’attivazione dei fondi di solidarietà e di fondi esubero, Insomma oltre alle finestre di uscita potrebbero arrivare nuovi correttivi: Boeri ha spiegato che queste ultime da sole non bastano a contenere la spesa quanto si dovrebbe essendo “un modo di ritardare la pensione senza dirlo e può generare risparmi il primo anno ma non il secondo, quando l’effetto di contenimento viene meno. Insomma in tutti gli scenari con 62 anni di vecchiaia e 38 di anzianità contributiva viene fuori una crescita della spesa nel tempo. L’idea di una dotazione piatta e costante a 7 miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto”.

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Argomenti: News pensioni, Riforma pensioni