Quota 100, secondo la CGIL è uno specchietto per le allodole: nessuna riforma vera?

Quota 100 non convince i sindacati: per Landini è uno specchietto per le allodole per cercare di coprire i punti deboli del sistema pensionistico che non sono stati affatto risolti.

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Quota 100 non convince i sindacati: per Landini è uno specchietto per le allodole per cercare di coprire i punti deboli del sistema pensionistico che non sono stati affatto risolti.

Dopo le critiche al reddito di cittadinanza, non tardano ad arrivare anche quelle sulla quota 100 che, cosi strutturata, non convince il sindacato. Landini ha definito la quota 100 uno specchietto per le allodole. Di fatto, spiega, non si riforma niente. I punti deboli della legge Fornero non sono stati superati.

Non cadete nella Quota 100: Landini mette in guardia i lavoratori

Le parole di Maurizio Landini sono state dure “non cadete nella quota 100“. Che cosa significa? Detto così verrebbe quasi il dubbio che ci sia qualcosa di altamente sconveniente nella misura. A ben vedere in realtà le critiche non riguardano la quota 100 in sé che viene anzi considerata uno strumento utile per andare in pensione anticipata. Nessuno dunque ha messo in dubbio la validità di poter smettere di lavorare a 62 anni con 38 anni di contributi. Lo stesso Landini ha confermato più volte che nella CGIL nessuno è contrario a permettere a chi ha compiuto 62 anni di età e ha 38 anni di contributi di poter andare in pensione. Le critiche riguardano invece il clamore che intorno alla misura si è generato: come se da sola la quota 100 avesse risolto tutti i problemi della legge Fornero.

Non è così, incalza Landini, e far credere una cosa del genere significa creare uno specchietto per le allodole. Parlare di riforma apparirebbe da questa prospettiva esagerato perché di fatto molti punti non sono stati ancora riformati. Il discorso riguarda ad esempio i lavoratori precoci e la nona salvaguardia esodati. In realtà il governo sembrerebbe il primo ad esserne consapevole tanto che ha sempre identificato come obiettivo finale della riforma quello di riuscire ad estendere la quota 41 a tutti i lavoratori. Innegabilmente resta ancora molto da fare per raggiungere questo obiettivo. Ma da qualche parte occorreva iniziare per poter giungere ad una riforma strutturale e la quota 100 rappresenta indubbiamente un buon primo passo per la realizzazione completa della riforma.

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