Quota 100 potrebbe creare caos negli ospedali: uscita in massa dei medici?

Quota 100: uscita anticipata per favorire, tra le altre cose, il ricambio generazionale. Ma se questa staffetta non fosse possibile? A lanciare l’allarme Sanità è l’Anaao, il più grande sindacato dei medici ospedalieri.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quota 100: uscita anticipata per favorire, tra le altre cose, il ricambio generazionale. Ma se questa staffetta non fosse possibile? A lanciare l’allarme Sanità è l’Anaao, il più grande sindacato dei medici ospedalieri.

Quota 100: uscita anticipata per favorire, tra le altre cose, il ricambio generazionale. Ma se questa staffetta non fosse possibile? A lanciare l’allarme Sanità è l’Anaao, il più grande sindacato dei medici ospedalieri.

Come noto la quota 100 prevede la possibilità di pensionamento a 62 anni con 38 di contributi: questo consentirebbe oggi a circa 25 mila medici in servizio di andare in pensione. Ma il blocco delle assunzioni frena il ricambio generazionale: secondo le stime nel giro di cinque anni potrebbe sparire dalla corsie ospedaliere fino a 45 mila camici bianchi. Un rischio concreto di collasso per la Sanità. Si legge nel comunicato Anaao che “la riforma determinerà in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni, diritto che verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo legato alla massiccia riduzione delle dotazioni organiche”.

Il sindacato ha già messo in calendario uno sciopero per il mese di ottobre per protestare contro il mancato finanziamento di un contratto fermo in stagno da nove anni ormai. Un blocco che si riflette nelle retribuzioni visto che, prosegue la nota di protesta, “oramai un medico a inizio carriera, con i suoi 2.300 euro di stipendio mensile, guadagna in media la metà di quanto corrisposto ai suoi colleghi europei”. E inevitabilmente, oltre che in busta paga, le carenze organiche negli ospedali pesano anche a livello di stress: “i turni sono sempre più massacranti, in barba all’orario europeo imposto da una direttiva recepita invano anche dal nostro Paese”. Si contano 15 milioni l’anno di straordinari non pagati. Le ripercussioni sulla sicurezza dei pazienti possono pesare in caso di eccessiva stanchezza.

Gli effetti possibili della quota 100 medici negli ospedali

In che modo incide la quota 100 per i medici? Il taglio del personale potrebbe essere pesante. Spiega il segretario nazionale dell’Anaao, Carlo Palermo “se a questo aggiungiamo che l’età media degli ospedalieri è di oltre 50 anni la frittata è fatta, perché molti di loro hanno iniziato a lavorare quando riscattare gli anni di laurea era più economico”. E considerati i tempi medi per laurearsi in medicina è chiaro che in questo caso si tratta di un maxi-riscatto anche di dieci anni.

Ma la carenza di personale medico negli ospedali potrebbe essere ancora più pesante se i medici rimasti, esausti di condizioni sempre più impossibili, si lasceranno attirare da offerte nel privato. Non solo “perché se medici e infermieri scarseggiano, le aziende ospedaliere iniziano a contenderseli. E come denunciato dalla Fiaso, la Federazione di Asl e ospedali, i professionisti sanitari finiscono per scegliere policlinici e grandi poli ospedalieri dove possibilità di carriera e retribuzioni sono più allettanti”. A farne le spese quindi sarebbero soprattutto gli ospedali di provincia e quelli nelle zone più disagiate.

Cosa chiedono i medici rappresentati dall’Anaao al Governo? “Occorrono risorse per incentivare la permanenza al lavoro e tempi rapidi per rinnovare un contratto che rappresenta una formidabile leva per affrontare l’organizzazione dei servizi, le tutele dei medici e dei cittadini”. L’epilogo in caso contrario appare un destino inevitabile: “È l’ultima chiamata per salvare il Ssn dalla sua estinzione”.

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Argomenti: News pensioni, Riforma pensioni