Quota 100, oltre la finestra il preavviso: e la pensione statali si allontana di altri tre mesi

Dopo le finestre mobili per dipendenti pubblici e insegnanti spunta il preavviso di altri tre mesi: la pensione si allontana sempre più dalla vera quota 100.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Dopo le finestre mobili per dipendenti pubblici e insegnanti spunta il preavviso di altri tre mesi: la pensione si allontana sempre più dalla vera quota 100.

Nuove indicazioni emergono sulla quota 100 dipendenti pubblici e, più nello specifico, insegnanti: oltre alle finestre mobili spunta un preavviso di altri tre mesi che, di fatto, rimanda ulteriormente l’uscita quota 100 per questa categoria di lavoratori. Se novità dovesse essere approvata in pratica i primi docenti andranno in pensione quota 100 a giugno. Oltre che per contenere i costi della riforma pensioni, come accaduto con le finestre mobili, questo intervento sarebbe stato pensato anche per coordinare i tempi assecondando le richieste del ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno che ha manifestato l’esigenza di organizzare i concorsi scuola per sostituire, con le nuove assunzioni, il personale che andrà in pensione cosi da garantire la «continuità amministrativa». Secondo le stime infatti una buona parte delle circa 400 mila persone che il prossimo anno matureranno il diritto alla pensione anticipata Quota 100, infatti, sarà rappresentata da dipendenti pubblici. Secondo i calcoli resi noti saranno circa 170-180 mila i lavoratori del comparto pubblico che, in parte, andranno a sommarsi alle 147 mila uscite già in conto nel 2019 per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici. Sostituire con i nuovi assunti dal concorso Scuola sarebbe in linea e coerente con il turn over generazionale che guida la riforma pensioni rappresentandone, nelle intenzioni del governo, uno dei punti di forza.

Quota 100 Scuola e Tfs: prestito anticipato dalle banche?

Sempre per quanto riguarda la quota 100 insegnanti e l’esigenza di contenere i costi della riforma, resta da risolvere anche la questione del Tfs. La normativa finora in vigore prevedeva che il trattamento di fine servizio fosse versato subito per un importo fino a 50 mila euro e la parte restante entro 4 anni dal pensionamento. L’idea ora è quella di chiedere un anticipo alle banche con interessi restituiti dallo Stato dopo cinque anni.

Leggi anche:

Trattamento di fine rapporto: le problematiche inerenti alla liquidazione con la pensione quota 100

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: News pensioni, Pensione statali, Scuola