Quota 100 e reddito di cittadinanza nel mirino delle manovre di palazzo

PD e premier tornano a puntare i piedi contro quota 100 e reddito di cittadinanza, più per motivi politici che economici.

di , pubblicato il
PD e premier tornano a puntare i piedi contro quota 100 e reddito di cittadinanza, più per motivi politici che economici.

Il governo è pronto a modificare il reddito di cittadinanza e quota 100. Le misure bandiera del Movimento 5 stelle e della Lega, varate durante il Conte I, dovranno tornare sul tavolo ed essere ridiscusse con i nuovi alleati, come chiedono da tempo Pd, Italia viva e Leu.

La volontà – scrive La Stampa – non è di azzerare quanto fatto dai gialloverdi, ma di intervenire su limiti e storture che le norme hanno mostrato nel primo anno di vita. Le resistenze più forti arrivano da Luigi Di Maio. Fonti del Movimento sottolineano che “non si tocca né il reddito, né quota 100“. Ma è del tutto evidente che l’impalcatura sociale sta scricchiolando sotto il fuoco incrociato di chi non l’ha voluta, né battezzata non potendosi arrogare il merito di averla fatta.

Quota nel mirino del premier Conte

Affila le armi, il capo politico Cinque stelle, che vede quest’apertura come il tentativo delle forze di centrosinistra di rimuovere dalla memoria grillina l’esperienza con la Lega e riavvicinare il M5S al progetto di un campo progressista largo. Campo in cui Di Maio non ha intenzione di entrare. Conte sembra tuttavia convinto che, al di là delle strategie politiche, un intervento sia necessario. Il reddito di cittadinanza. “lo ritengo una misura di cui sono orgoglioso – ha detto in conferenza stampa – e mi batterò con tutte le mie forze per conservarla”. Aggiungendo però, subito dopo, che “dobbiamo migliorarlo in fase applicativa: è molto efficace per contrastare la povertà assoluta, ma dobbiamo migliorare la prospettiva occupazionale. I centri per l’impiego hanno bisogno di un coordinamento. Non mi rassegnerò fino a quando non avremo un progetto di reddito di cittadinanza che non sia solo assistenziale, ma anche per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori“.

Reddito di cittadinanza da rivedere

La cosiddetta “fase 2” del reddito di cittadinanza. Così com’è, non funziona – ammette lo stesso premier – ed è lì che si dovrà intervenire: sui navigator, sul ruolo dell’Anpal e su quello degli enti locali nel fare rete per la formazione e la ricerca del lavoro.

Un miglioramento – per il Pd- dovrà riguardare le condizioni di accesso al reddito, con un intervento sui paletti e i coefficienti dell’Isee del richiedente. E, caso specifico, allargando le maglie per i lavoratori stagionali. Non solo, la fase 2 richiede maggiori controlli e verifiche anche per coloro che vanno all’estero e lavorano e per i quali non sono ancora possibili controlli specifici.

La riforma delle pensioni

Anche sul piano sanzionatorio qualcosa potrebbe cambiare. Oggi, infatti, la revoca del sussidio arriva dopo aver disertato per tre volte le chiamate dei centri per l’impiego. L’ipotesi è di tagliare i fili alla seconda assenza ingiustificata. Così come il reddito, anche quota 100 passerà sotto la lente d’ingrandimento delle forze di governo. “Su Quota 100 torneremo a interrogarci –ha confermato Conte– È chiaro che il modo migliore, come indirizzo politico, è affrontare il tema distinguendo i lavori usuranti da quelli che non lo sono e operare le decisioni conseguenti”. L’idea in questo caso, è quella di superare Quota 100, che si esaurirà nel 2021, così come la legge Fornero, con una riforma strutturale del sistema pensionistico. Una nuova architettura “flessibile”, a cui sta lavorando soprattutto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, che prevede di modulare l’uscita dal mondo del lavoro in base all’occupazione svolta, con una sorta di “sistema a punti”. La riforma, però, non è ancora pronta. Ecco perché questa rimodulazione potrebbe essere applicata, nel frattempo, a quota 100. Sempre che Conte e i partiti di centrosinistra riescano a convincere Di Maio.

Argomenti: ,