Quota 100 e reddito di cittadinanza, decreto rinviato ancora? Ecco i (nuovi) tempi

Quota 100 e reddito di cittadinanza: ultimissime sui decreti delle due misure. Ancora nodi da sciogliere ma il governo si mostra tranquillo sui tempi

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Quota 100 e reddito di cittadinanza: ultimissime sui decreti delle due misure. Ancora nodi da sciogliere ma il governo si mostra tranquillo sui tempi

Era atteso entro fine della settimana scorsa il decreto, anzi i due decreti distinti, per quota 100 e reddito di cittadinanza. Ma siamo a lunedì 14 gennaio e per avere notizie ufficiali sulle due misure bisognerà attendere ancora almeno qualche giorno (nell’ipotesi più ottimistica).

Decreto quota 100, cosa manca: i nodi da sciogliere

Quali sono i motivi del ritardo? Per quanto riguarda quota 100 restano ancora alcuni punti importanti da chiarire e risolvere.

Primo fra tutti la copertura economica per le pensioni di invalidità, questione sollevata dalla Lega. Si registrano in merito le ultime dichiarazioni del vice premier Di Maio che ha parlato di 260 mila potenziali beneficiari.

Da chiarire anche quali saranno le modalità di riconoscimento del Tfs ai dipendenti pubblici che aderiranno alla pensione anticipata con quota 100. Secondo quanto emerso dalle recenti dichiarazioni del sottosegretario del lavoro Durigon, sembrerebbe di capire che sarà lo Stato a farsi carico di eventuali anticipi sul trattamento di fine servizio richiesto alle banche dai dipendenti pubblici.

Il governo comunque ha confermato che i tempi saranno rispettati e che la prima finestra di uscita resta ad aprile 2019.

Reddito di cittadinanza 2019, cosa manca: i nodi da sciogliere

Ancora più complicata e in sospeso la questione del reddito di cittadinanza. Qui infatti subentriamo in un terreno del tutto nuovo e ci sono alcuni tasselli da definire soprattutto per circoscrivere i potenziali beneficiari e per evitare abusi e forzature del sussidio. In queste ore quindi il governo dovrà mettere nero su bianco i meccanismi di riconoscimento del reddito di cittadinanza (e parallelamente anche della pensione di cittadinanza intesa come integrazione al minimo) e fissare i criteri per il mantenimento del diritto. In linea di massima infatti è chiaro che saranno tre le offerte di lavoro proposte, con l’aiuto dei tutor dei centri per l’impiego, prima di decadere dal diritto al reddito di cittadinanza. Proprio la figura professionale del tutor crea alcune questioni tecniche da mettere a punto.

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