Quota 100 caos, decreto in ritardo ma arriva uno sconto di altri tre anni

Il traguardo quota 100 non è ancora raggiunto ma intanto alcune vecchie strade sono state chiuse: il ritardo del decreto crea caos tra i lavoratori prossimi alla pensione. Quale via per smettere di lavorare?

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Dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2019, è stato annunciato che le disposizioni su quota 100 e reddito di cittadinanza, visti i molteplici nodi da sciogliere, sarebbero state contenute in decreti attuativi ad hoc. Questi ultimi erano attesi per il 10-12 gennaio ma, a distanza di pochi giorni, non ci sono sviluppi. Il ritardo del decreto quota 100 genera caos soprattutto tra i lavoratori prossimi alla pensione (o che avrebbero i requisiti quota 100) e che ora non sanno come muoversi per fare domanda per la pensione anticipata.

Quota 100: da quando sarà possibile fare domanda?

Secondo le stime delle tempistiche comunque restiamo al 10-12 gennaio prossimi per l’approvazione del decreto quota 100. Anche dopo l’approvazione comunque, sarà necessario attendere le relative circolari Inps. Occorrerà quindi aspettare i tempi tecnici. Dal governo rassicurano e invitano a non creare allarmismo: entro fine mese saranno divulgate le circolari Inps con le istruzioni quota 100 e, in ogni caso, la domanda avrà effetto retroattivo. Anzi in queste ultime ore è emersa anche la possibilità di anticipare, in alcuni casi, la quota 100 di altri tre anni.

Per approfondire leggi anche: quando la quota 100 può diventare quota 97

Volendo attenersi a queste tempistiche, secondo alcuni fin troppo ottimistiche peraltro, i primi assegni quota 100 arriveranno ad aprile, per i dipendenti privati che maturano i requisiti entro il 1 febbraio. Nel settore pubblico invece, stante la necessità del preavviso, occorrerà attendere di più.

Ancora più incerta appare la situazione per il reddito di cittadinanza. Qui infatti i nodi da sciogliere sono diversi, trattandosi di una novità assoluta nel panorama italiano. Occorre stabilire come valutare le dichiarazioni dei redditi e patrimoniali, censire gli aventi diritto, preparare il sito e la app, assegnare i beneficiari del reddito di cittadinanza ai centri per l’impiego su base territoriale, stampare e distribuire le tessere, formare e assumere i navigator etc. Ma queste erano difficoltà più facilmente prevedibili e comprensibili e invece sul fronte pensioni e quota 100 le cose non sembrano andare meglio o più velocemente. E intanto chi ha già compiuto 62 anni freme per andare in pensione: ma come?

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