Quota 100, Ape Social e Opzione Donna: tutte le novità dopo l’accordo Lega-5 Stelle

Quota 100 trovato l’accordo sulle finestre per la pensione ma non solo: confermate Ape Social e Opzione Donna.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quota 100 trovato l’accordo sulle finestre per la pensione ma non solo: confermate Ape Social e Opzione Donna.

Indiscrezioni da fonti interne ci informano di un accordo al governo su quota 100 e, sempre sul fronte pensioni, per opzione donna e ape social.
Le preoccupazioni per l’assenza dei riferimenti riforma pensioni nella Legge di Bilancio 2019 sembrerebbero dunque rientrate: le misure saranno contenute in un disegno legge ad hoc collegato alla manovra. Lasciano ben sperare anche le parole del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha ribadito l’efficacia della riforma pensioni quota 100 per garantire il ricambio generazionale che darà spinta all’economia.

Quota 100: ultime novità su requisiti e finestre

Sembrerebbero confermate le soglie minime di 62 anni e 38 di contributi per quanto riguarda i requisiti quota 100, rispettivamente quello anagrafico e contributivo. L’uscita quota 100 è possibile tramite quattro finestre, con cadenza trimestrale. In questo modo dalla domanda di pensionamento all’uscita quota 100 non passeranno più di tre mesi.
E’ previsto inoltre un preavviso di sei mesi (non più nove come ipotizzato?) per i dipendenti pubblici in modo da evitare pensionamenti in massa e dare alla PA modo di gestire al meglio i flussi di uscita e le nuove assunzioni.

Ape Social e Opzione Donna: proroga ufficiale?

Sempre sul fronte pensioni sarebbe confermata la proroga di Ape Social e Opzione Donna.
L’ape social, introdotta in via sperimentale il primo maggio 2017 ed in scadenza il prossimo 31 dicembre, è una forma anticipata di pensionamento pensata per i lavoratori che hanno svolto mestieri gravosi o usuranti e per chi vive situazioni di difficoltà (disoccupati, chi ha problemi di salute e chi ha disabili da assistere in famiglia). L’opzione donna prevede invece il pensionamento anticipato delle lavoratrici con 58 anni di età, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi a fronte di una penalizzazione sull’assegno.

Pensioni d’oro: si al taglio?

Non propriamente un taglio ma un contributo di solidarietà: questa, stando alle indiscrezioni, la proposta più concreta. Il contributo, se confermato, avrà durata pari a 5 anni. Inoltre è previsto il congelamento dell’indicizzazione pensioni che superano i 4500 euro al mese. Abbandonata l’idea del ricalcolo con sistema contributivo.
Questi i primi step. Di Maio ha assicurato che non si mollerà l’impegno su quota 41: il 2019 sarà l’anno in cui anche il nodo pensioni precoci sarà sciolto in modo definitivo.

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Argomenti: News pensioni, Riforma pensioni