Quanti sono i pensionati sotto 1.000 euro al mese. Ecco quello che non dicono veramente

In Italia i pensionati sotto i 1.000 euro al mese sono la metà di quanto si racconta. Ecco cosa succede veramente esaminando i dati Inps.

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I pensionati che in Italia percepiscono meno di 1.000 euro al mese sono uno su quattro. Meno della metà rispetto alle singole prestazioni di tale importo erogate, come emerge dai dati statistici Inps 2020.

Questo dipende dal fatto che un beneficiario può essere titolare di una o più pensioni. Alla luce dei dati, quindi, un conto è raccontare che in Italia una prestazione su due vale meno di 1.000 euro al mese. Altra cosa è raccontare che un beneficiario su due prende meno di tale cifra.

I veri numeri delle pensioni

Dati alla mano – come spiegato da Itinerari Previdenziali – nel 2020 su un totale di 22.717.120 prestazioni erogate, quelle di importo da 515,19 euro a 1.031,16 euro lordi mensili sono 7 milioni. Ma i pensionati che poi ricevono effettivamente una rendita tale sono solo 3,9 milioni.

Se leggiamo i dati nella giusta prospettiva, risulta che solo un beneficiario su quattro prende una pensione mediamente inferiore a 1.000 euro al mese e superiore al trattamento minimo. E’ quindi bene sfatare il falso mito, quello riguardante gli assegni sotto i 1.000 euro.

Dal rapporto tra numero di prestazioni salta fuori che mediamente ognuno percepisce 1,416 pensioni. Quasi una rendita e mezza a testa. In particolare nel 2020, il 67,7% dei beneficiari ha percepito 1 pensione, il 24,5% ne ha percepite 2, il 6,6% 3 prestazioni e l’1,2% 4 o più prestazioni.

I valori delle prestazioni

Per cui, se è vero che gli assegni sotto i 1.000 euro al mese sono circa 14,49 milioni e corrispondono al 63,8% del totale, è altrettanto vero che i pensionati a cui spetta realmente un assegno inferiore a 1.000 euro sono il 37,7%.

Sostenere, come spesso volutamente si fa, che oltre la metà delle pensioni è inferiore a 1.000 euro al mese non è dunque corretto, né dal punto di vista tecnico, né sotto il profilo comunicativo.

Dal punto di vista sostanziale – dice Micaela Camilleri di Itinerari Previdenziali –

quando si analizzano le distribuzioni per classi di reddito si dovrebbe far riferimento ai pensionati, cioè ai soggetti fisici che percepiscono una o più prestazioni, e non alle singole pensioni”.

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