Quando la pensione smette di essere un diritto: quali lavoratori rischiano

Quando la pensione smette di essere un diritto: quali lavoratori rischiano? Ecco lo scenario per il giovane lavoratore di oggi. E per il pensionato di domani.

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Quando la pensione smette di essere un diritto: quali lavoratori rischiano

Vediamo quando la pensione smette di essere un diritto: quali lavoratori rischiano e perché. Visto che, per tutti quelli che hanno anzianità contributiva solo dopo il 1995, lo scenario per l’accesso alla previdenza pubblica non è dei migliori. Anzi, si può dire che il quadro è cupo ed anche a tinte fosche.

Su quando la pensione smette di essere un diritto è presto detto. In quanto, alle condizioni attuali, molti lavoratori giovani di oggi un domani potrebbero anche non arrivare a maturare i requisiti per il pensionamento.

Sia a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita, che farà innalzare l’età pensionabile. Sia perché, con anzianità contributiva dopo il 1995, il sistema di calcolo della pensione è quello contributivo. Ragion per cui l’importo dell’assegno sarà commisurato e parametrato all’ammontare dei contributi effettivamente versati.

Vediamo quando la pensione smette di essere un diritto: quali lavoratori rischiano davvero?

Su quando la pensione smette di essere un diritto, i lavoratori che rischiano davvero saranno quelli che, da qui a 15-20 anni, avranno cambiato spesso lavoro. Con buchi contributivi e con lavori precari. Ma anche saltuari ed intermittenti.

Per loro arrivare alla pensione sarà davvero un’impresa- Specie in assenza di una riforma strutturale della previdenza pubblica. Ma anche arrivandoci alla pensione l’importo riconosciuto, essendo parametrato ai contributi versati, rischia di essere in ogni caso da fame.

Qual è il futuro pensionistico per i giovani di oggi? E quali i possibili rimedi?

Di conseguenza, e per quanto detto, su quando la pensione smette di essere un diritto purtroppo non siamo troppo lontani. Con lo Stato italiano che, di questo passo, nell’arco di un paio di decenni, al posto delle pensioni, sempre più inarrivabili, sarà chiamato a riconoscere sempre più prestazioni di tipo assistenziale.

Nel frattempo, per evitare questo scenario, il giovane lavoratore di oggi, se può, dovrebbe valutare serenamente se non sia il caso di fare una cosa molto importante. Quella di costruirsi, in parallelo alla pensione pubblica, una rendita integrativa. In base al tipo di lavoro, con i fondi pensione aperti oppure con quelli chiusi. Oppure ancora con i Piani individuali pensionistici (PIP).

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