Quali tasse stanno per scomparire: taglio Irpef ed eliminazione acconto e saldo per partite IVA

Dal taglio Irpef e alle semplificazioni per partita IVA: le tre colonne portanti dalla riforma fiscale

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La riforma fiscale al vaglio del governo sembra basarsi su tre pilastri fondamentali: taglio Irpef con nuove aliquote, semplificazione dei pagamenti per le partite IVA e assegno unico per i figlio (già approvato nei mesi scorsi e che entrerà in vigore nel 2021 accorpando ben 8 tra bonus e detrazioni). Concentriamoci dunque sulle prime due misure, che potrebbero portare i contribuenti ad un risparmio notevole. Ma a quali costi?

Sconti Irpef: i nuovi scaglioni

Nelle intenzioni del governo c’è la riforma dell’Irpef. Accorpare le aliquote, passando da 5 a 4 (e gradualmente si spera a 3), costerebbe almeno 10 miliardi di euro. Due le strade per finanziare la misura: ridurre le esenzioni fiscali e intensificare i controlli contro l’evasione fiscale aumentando il gettito. Il secondo obiettivo sarebbe perseguito, anche, attraverso la lotta al contante e gli incentivi per i pagamenti elettronici. Più delicata la prima strada perché chi mette mano alle detrazioni fiscali si espone sempre a facili polemiche. L’obiettivo, quindi, è quello di mantenere le detrazioni fiscali più importanti, in primis quelle sanitarie, sui mutui per la casa e sui contributi previdenziali.

Contributi partita IVA: saltano acconto e saldo, prelievi mensili

Terzo pilastro portante per la riforma fiscale, come sopra accennato, coinvolge i lavoratori a partita IVA. La giungla di scadenze potrebbe essere sostituita da prelievi mensili automatici. Niente più acconto e saldo. L’importo da addebitare sarà calcolato su base mensile o trimestrale in base ai dati ricavati dalle fatture elettroniche. Non saranno invece richieste stime sulle entrate future per gli acconti.

 

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