Pubblica amministrazione: dipendenti attempati e manager pagati troppo, ecco come la vede l’Ocse

Sfiducia degli italiani nella pubblica amministrazione, nei servizi pubblici e nel governo nazionale.

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legge 104

La diffusa insoddisfazione dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione è, ormai, cosa abbastanza nota ma nel rapporto “Government at a Glance” l’Ocse mette in luce anche altre pecche dell’amministrazione pubblica.

Anche se sul fronte del debito pubblico il deficit italiano è migliorato, passando dal 5,3% al 2,7% in 6 anni, resta comunque un debito molto elevato a causa della duplice recessione poiché nel 2017 il debito ha raggiunto quest’anno il 157,5% del Pil (contro una media del 112%) piazzando l’Italia come terzo peggior Paese dopo il Giappone e la Grecia.

Dal 2008 al 2016, l’Italia per contenere la spesa pubblica ha messo in atto ben 6 spending review ma il vero problema dell’Italia, sembra essere la pubblica amministrazione.

I dipendenti sono attempati e i manager sono pagati troppo. I dipendenti pubblici in Italia sono il 13,6% degli occupati totali anche se si nota una retribuzione più elevata, rispetto alla media, soprattutto nelle posizioni più alte: i più alti dirigenti della PA italiana avevano nel 2015 una retribuzione annua lorda di 395.400 dollari, il compenso più alto Ocse dopo l’Australia (media 231500 euro).

I dipendenti pubblici con competenze specifiche, però, sono pagati molto meno rispetto alla media: 67.900 dollari contro gli 88700 di media.

Anche i tempi della giustizia italiana sono lunghissimi rispetto alla media Ocse: 2 anni e mezzo per le cause amministrative (in Svezia la media è di 4 mesi!).

I cittadini sono insoddisfatti della pubblica amministrazione e dei servizi offerti: solo il 49% degli interpellati, infatti, si è dichiarato soddisfatto dei servizi sanitari. Anche la scuola delude con una soddisfazione nel sistema scolastico pari al 55% contro una media del 67% grazie a scuole senza materiali, insegnanti poco collaborativi e test di apprendimento deludenti.

Anche la fiducia nel governo nazionale è scesa: mentre nel 2007 era al 30%, nel 2015 cala al 24%, posizionando l’Italia al terzultimo posto dopo Cile e Grecia.

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