Proroga scadenze fiscali e ristori per professionisti: strada percorribile per il MEF

Nuove risorse potrebbero arrivare per ristorare anche i professionisti iscritti agli entri di previdenza privati e gestione separata

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Nuove risorse potrebbero arrivare per ristorare anche i professionisti iscritti agli entri di previdenza privati e gestione separata

Ampliamento della moratoria fiscale, con il rinvio delle scadenze di fine anno che vada oltre i settori dei codici Ateco direttamente interessati dalle misure restrittive del Governo, ed estendendolo a tutte le attività economiche che hanno subito cali rilevanti del fatturato causa Covid-19.

E’ questa la strada ritenuta percorribile dal ministro del MEF (Ministero dell’Economia e Finanze), Roberto Gualtieri.

Dunque, un rinvio del secondo acconto imposte (in scadenza il 30 novembre 2020) per tutte le attività presenti sul territorio nazionale che abbiano subito un calo di fatturato ed un rinvio di altre scadenze fiscali (tra cui dovrebbe rientrare anche il Modello Redditi/2020 anch’esso in scadenza a fine di questo mese di novembre).

In arrivo ristori anche per i professionisti?

Queste le parole del ministro, apparse sul comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale dello stesso MEF

“Il Governo è impegnato a sostenere chi è stato maggiormente colpito dalle nuove misure di contenimento sanitario e a questo scopo abbiamo già varato, nel quadro delle risorse disponibili, tre decreti cosiddetti ‘ristori’ che in parte hanno replicato il meccanismo del ‘fondo perduto’ già sperimentato con successo nella primavera scorsa e hanno prorogato le scadenze fiscali e contributive per i settori interessati dalle misure restrittive. Siamo consapevoli che questi interventi devono essere ulteriormente rafforzati, ed è per questo che abbiamo chiesto alle Camere un nuovo scostamento di 8 miliardi per il 2020 attraverso cui finanziare un quarto decreto ristori. Inoltre il Governo sta definendo un ulteriore scostamento nei primi mesi del nuovo anno”.

Una promessa anche per i professionisti: “Condividiamo la necessità di ristorare, sulla base dei dati del 2020, anche i liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori o alla Gestione separata”.

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