Proroga Opzione Donna: estensione requisiti per chi ha svolto lavoro di cura?

Proposta di legge per la proroga opzione donna: riconoscimento ai lavori di cura.

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Proposta di legge per la proroga opzione donna: riconoscimento ai lavori di cura.

Potrebbero giungere aggiornamenti importanti sul tema della proroga opzione donna 2020 in seguito alla proposta di legge C. 1818 accolta favorevolmente dal Segretario Confederale Uil all’interno del Comitato opzione donna social. Di che cosa si tratta?

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La proposta di legge si focalizza non solo sull’estensione della flessibilità in uscita per le lavoratrici ma punta anche a riconoscere rilevanza al lavoro di cura che spesso le donne svolgono durante la loro carriera professionale. Una situazione non rara e che ha effetti sulla pensione andando a determinare un gap a livello contributivo.

Se la proposta al vaglio venisse approvata, potrebbero rientrare nella misura per la pensione anticipata anche le lavoratrici nate nel biennio 1961-1962. Ricordiamo che i requisiti per l’opzione donna richiedono un minimo di 58 anni di età (59 anni se autonome) e non meno di 35 anni di contribuzione. Da tempo il Cods si batte per stabilizzare l’opzione donna all’anno 2023 senza dover ricorrere alla proroga di anno in anno. La piattaforma sindacale aveva anche già posto l’accento sulla necessità di dare riconoscimento ai lavori di cura.

Domenico Proietti, Segretario Confederale della Uil, ha commentato in modo positivo la possibile svolta spiegando che “la proposta di legge va nella direzione delle cose da noi sempre auspicate sia in tema di opzione donna che di valorizzazione del lavoro di cura ai fini previdenziali”. Muovendo le mosse da questa premessa, a nome del sindacato ha preso l’impegno a seguire da vicino e “con attenzione l’iter parlamentare, che ci auguriamo vada a buon fine”.
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