Proroga bonus edilizia 55%: il Governo non si sbilancia. Tutto rimandato

Martedì la commissione tecnica cercherà di risolvere il problema copertura: venerdì eventualmente l’approvazione del provvedimento

di , pubblicato il
Martedì la commissione tecnica cercherà di risolvere il problema copertura: venerdì eventualmente l’approvazione del provvedimento

Doppio rinvio del Consiglio dei ministri in tema di rinnovo dei bonus edilizia al 50% e 55%, rispettivamente previsti (al momento fino al 30 giugno), per le ristrutturazioni semplici e per gli interventi di riqualificazione energetica. Questi ultimi in particolare sembravano quasi certamente confermati fino al 31 dicembre 2013 dopo le parole di Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico di stamane (Bonus casa 55%: proroga fino a dicembre 2013 per chi migliora l’efficienza energetica).

 

Detrazione 50% e detrazione 55%: si decide la prossima settimana

E invece stamattina il Cdm si è pronunciato solo sull’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (come ha confermato un tweet di Enrico Letta), rimandando alla settimana prossima la decisione sui bonus casa. Lo scopo del doppio rinvio è quello di trovare una difficile soluzione in termini di copertura finanziaria: la priorità del premier è quella di impedire l’aumento dell’Iva ma ci si trova davanti ad una coperta troppo corta e, comunque la si tiri, appare impossibile coprire tutto. Al termine della riunione di oggi comunque Zanonato ha confermato la volontà politica del governo di prorogare per tutto il 2013 entrambi i bonus casa. Per martedì prossimo è fissato un incontro tecnico e, se si dovesse trovare un compromesso per la copertura finanziaria, il provvedimento sarebbe approvato venerdì.

Cosa succederebbe se i bonus casa non venissero prorogati

Tra i due bonus previsti comunque quello con maggiore possibilità di essere prorogato resta quelle del 55% sugli interventi di riqualificazione edilizia: sulla testa dell’Italia grava infatti il rischio di sanzioni in seguito alla procedura di infrazione aperta da Bruxelles nel 2012. Un’altra via è quella di rendere più selettiva la misura escludendo dall’agevolazione fiscale  gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici, quelli per la sostituzione di scaldacqua vecchi con modelli a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Se la proroga non dovesse intervenire l’agevolazione cesserebbe del tutto il 1 luglio e per il nostro Paese sarebbe veramente difficile adeguarsi alle direttive europee.

Tuttavia l’ultima volontà manifestata sembrerebbe quella di confermarli entrambi e non in via alternativa. Se il bonus del 50% sulle ristrutturazioni non dovesse essere prolungato, dal 1 luglio 2013 si tornerebbe al vecchio sgravio del 36% e il tetto delle spese ammissibili passerebbe da 96mila a 48mila euro.
La copertura totale per la proroga semestrale dei due bonus edilizia è stata stimata intorno in 1,9 miliardi (da versare ai contribuenti che ne fanno richiesta in dieci anni).

Argomenti: