Professionisti con Covid-19: rinvio scadenze fiscali nel decreto Sostegni

Potrebbe arrivare, in sede di conversione in legge del decreto Sostegni, il rinvio delle scadenze dei clienti dei professionisti che si ammalano di Covid-19

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Potrebbe arrivare, in sede di conversione in legge del decreto Sostegni, il rinvio delle scadenze dei clienti dei professionisti che si ammalano di Covid-19

Si apre alla possibilità di inserimento, in sede di conversione in legge del Decreto Sostegni, di misure di differimento degli adempimenti che tengano conto dell’impossibilità dei professionisti, colpiti dal Covid-19, di far fronte alle scadenze dei propri clienti.

Tale strada è stata promossa dalla consulta dei Parlamentari Commercialisti e condivisa da esponenti di tutti gli schieramenti politici. Accolta, ovviamente con favore, dall’ANC (Associazione Nazionale Commercialisti) e dal CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili).

Ricordiamo che i professionisti, ed in particolare i commercialisti, chiedono da tempo ormai a gran voce il rispetto del diritto costituzionale alla tutela della salute e alla cura delle malattie anche per la propria categoria. Diritto che è richiesto nel disegno di legge AS 1474, giacente in Commissione Giustizia al Senato.

Rinvio scadenze fiscali se il commercialista di ammala di Covid-19

Dal provvedimento menzionato potrebbe essere, quindi, stralciata la parte relativa al Covid-19 per farla ricomprendere nell’imminente conversione in legge del decreto Sostegni.

Ecco le parole del presidente dell’ANC, Marco Cuchel, come si evincono dal comunicato stampa pubblicato sul proprio sito istituzionale:

“Sarebbe un passo importante nell’affermazione del principio che l’Associazione porta avanti da due decenni, promuovendo e sostenendo, in questo lungo arco di tempo, ogni iniziativa possibile sul tema, ma il lavoro non finisce qui. Ricordo che la legge che attendiamo è ferma in Commissione anche per un parere della Ragioneria Generale dello Stato, redatto sulla base di una relazione tecnica del Ministero della Giustizia, che abbiamo subito contestato nei contenuti (ns. comunicato del 04/03/2021) e che riporta una previsione di spesa assolutamente infondata e sovradimensionata rispetto al costo reale che il provvedimento, se approvato, comporterebbe.

”.

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