Professionisti: bonus regionali senza ritenuta d’acconto

Non concorrono a tassazione i contributi di qualsiasi natura concessi in via eccezionale a seguito dell’emergenza da Covid-19.

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Non concorrono a tassazione i contributi di qualsiasi natura concessi in via eccezionale a seguito dell’emergenza da Covid-19.

Nel rispetto di determinate condizioni, le somme erogate dalla regione in favore di professionisti e titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa per fronteggiare l’emergenza covid-19 non sono tassate. Di conseguenza, non saranno soggette alla ritenuta d’acconto.

Si è espressa in tal senso l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 84 del 3 febbraio 2021.

Contributi covid senza tassazione

I contributi e le sovvenzioni concessi a seguito dell’emergenza covid-19 non sono soggetti a tassazione. Tale previsione è contenuta espressamente all’art.10-bis del D.L. 137/2020, c.d decreto Ristori.

I contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Dunque, i contributi riconosciuti a lavoratori autonomi, imprese e professionisti per fronteggiare gli effetti economici negativi dell’emergenza covid-19 non sono tassati.

Propio sull’ambito soggettivo della detassazione si è soffermata l’Agenzia delle entrate con la risposta 84 del 3 febbraio 2021.

Contributi e indennità regionali per covid-19: detassazione ad ampio raggio

Con apposita istanza di interpello la Regione X ha chiesto lumi sul corretto trattamento fiscale da riservare al contributo una tantum che  intende riconoscere:

  • a coloro che esercitano attività di libero professionista, con iscrizione ai relativi albo e cassa previdenziale privata (ovvero, in assenza di quest’ultima, gestione separata Inps), e
  • ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, con iscrizione alla gestione separata Inps.

I primi devono aver iniziato l’attività professionale antecedentemente al 1° febbraio 2020 e avere il domicilio fiscale in quella regione; i secondi, a quella stessa data, devono risultare attivi e lì residenti.

Il dubbio della Regione riguarda la tassazione del contributo e la conseguente applicazione della ritenuta d’acconto sullo stesso contributo.

Il parere dell’Agenzia delle entrate

Se non ci sono dubbi circa la detassazione e la conseguente non applicazione della ritenuta per i professionisti con cassa, lo stesso non può dirsi per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Al riguardo,  con riferimento ai titolari di rapporti di collaborazione, tale tipologia contrattuale, dal punto di vista fiscale, genera reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera c-bis), del Tuir. Fatta salva l’ipotesi in cui la collaborazione rientri nell’oggetto dell’arte o professione esercitata dal contribuente.
In tale ultima ipotesi, il rapporto di collaborazione, coordinata e continuativa produce reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del Tuir e, pertanto, potrà beneficiare del regime di esenzione.

Nel caso in esame, per quanto riguarda i titolari di rapporti di collaborazione, l’Avviso regionale per la presentazione della richiesta del bonus prevede che, per beneficiare del contributo, l’interessato:

  • deve possedere un reddito di lavoro autonomo, rilevabile dall’ultima dichiarazione presentata, non superiore a 23.400 euro
  • deve avere un volume d’affari complessivo non superiore a 30mila euro
  • non deve essere titolare di un contratto di lavoro subordinato.

Di conseguenza, la previsione contenuta nel citato articolo 10-bis del Dl n. 137/2020 può essere applicata anche per i co.co.co. Il bonus regionale non rileva ai fini Irpef e non va, quindi, assoggettato a ritenuta alla fonte.

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