Procedure Concorsuali: il trattamento dell’IVA

Pareri discordanti tra Agenzia delle Entrate e giurisprudenza comunitaria e nazionale in merito al trattamento dell’IVA nel caso delle procedure concorsuali.

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Pareri discordanti tra Agenzia delle Entrate e giurisprudenza comunitaria e nazionale in merito al trattamento dell’IVA nel caso delle procedure concorsuali.

L’articolo 26 comma 2 del D.P.R.633/1972 disciplina la rettifica dell’IVA dovuta per i casi di annullamento, recesso, risoluzione o per il mancato pagamento, in tutto o parzialmente da parte del debitore, per la presenza di procedure concorsuali in corso.

L’Agenzia delle Entrate, con le circolari 77/E/2000 e 8/E/2017 ha definito i requisiti necessari per l’emissione delle note di variazione anche quando siano trascorsi più di dodici mesi dall’operazione che l’ha generata.

Con la risposta all’interpello numero 261 dell’11 agosto 2020 il Fisco chiarisce che, essendo stato dichiarato il fallimento prima dell’emissione delle note di variazione dell’IVA, il fornitore deve necessariamente inserirsi al passivo della procedura concorsuale.

Procedure Concorsuali: note di variazione IVA, chiarimenti del Fisco

Con la Circolare n.8 del 7 aprile 2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il comma 5 dell’art. 26 del DPR 633/1972 prevede che, laddove il cedente/prestatore si avvalga della facoltà di emettere una nota di variazione in diminuzione, il cessionario è tenuto a registrare la corrispondente variazione in aumento, salvo il suo diritto alla restituzione di quanto pagato a titolo di rivalsa.

L’articolo 1, comma 567, lett. d), della legge n. 232 del 2016 ha abrogato la norma che escludeva tale obbligo in caso di procedure concorsuali.

Ne consegue che gli organi della procedura concorsuale sono tenuti ad annotare nel registro IVA la corrispondente variazione in aumento.

Tale adempimento non determina l’inclusione del relativo credito IVA vantato dal Fisco nel riparto finale, ma consente di evidenziare il credito eventualmente esigibile nei confronti del soggetto fallito.

Il curatore fallimentare non è tenuto ad ulteriori adempimenti, non sussistendo il debito a carico della procedura concorsuale.

Procedure Concorsuali: chiarimenti in merito alla data

Dopo che la fattura è stata emessa, è necessario accertare la data in cui l’insolvenza venga giuridicamente ad esistere.

Con l’interpello 33/2020 l’Agenzia delle Entrate chiarisce:

“allorquando il soddisfacimento del creditore attraverso l’esecuzione collettiva sul patrimonio dell’imprenditore viene meno, in tutto o in parte, per insussistenza di somme disponibili, una volta ultimata la ripartizione dell’attivo…”.

Pertanto, sono rilevanti sia la necessaria partecipazione del creditore alla procedura concorsuale sia l’acclarata insolvenza dell’importo fatturato, oltre all’assoggettamento del debitore a procedura concorsuale.

 

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