Prezzo carburanti: aumento delle accise in vista dal prossimo anno

Il ministero dell’Ambiente vuole aumentare le accise sul diesel per contenere l’inquinamento. Per i petrolieri, meglio rinnovare il parco auto.

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Il ministero dell’Ambiente vuole aumentare le accise sul diesel per contenere l’inquinamento. Per i petrolieri, meglio rinnovare il parco auto.

Verso l’aumento del prezzo carburanti. Il governo ha intenzione di innalzare le accise sul diesel a partire dal prossimo anno allo scopo di tutelare maggiormente l’ambiente.

È infatti allo studio l’ipotesi di una parificazione al rialzo delle accise tra diesel e benzina, aumentando così il prezzo carburanti. Da un sondaggio condotto dal Ministero dell’Ambiente fra cittadini, imprese ed esperti è scaturita la necessità di incrementare l’accisa presente sul gasolio. Prelievo fiscale che attualmente lo avvantaggia rispetto alla benzina.

Al momento, la differenza di accisa fra diesel e benzina è di 11,1 centesimi al litro. Eliminando questo vantaggio per il gasolio si arriverebbe a parificare il prelievo fiscale a 72,84 centesimi al litro per entrambi i tipi di carburante. Con il risultato finale di un prezzo alla pompa più alto per il gasolio rispetto alla benzina, per via del maggior costo industriale.

Prezzo carburanti, verso aumento delle accise sul gasolio 

A protestare non sono solo le imprese di autotrasporto che temono un rincaro del prezzo carburanti che alla fine ricadrà sui consumatori finali. Ma anche la stessa Unione Petrolifera italiana (UP) che teme di dover sostenere maggiori costi derivanti alla riqualificazione degli impianti di raffinazione per via del probabile calo della domanda di diesel.

Non riteniamo condivisibile l’approccio seguito in quanto né equo né socialmente ed economicamente sostenibile per molti consumatori . I quali subirebbero un ulteriore aumento della fiscalità, non solo gli autotrasportatori, ma anche i lavoratori autonomi che utilizzano l’auto per la propria attività. E tutti quegli utenti che difficilmente potranno beneficiare degli incentivi che si troverebbero a finanziare“.

E’ quanto sottolinea l’UP in merito alle dichiarazioni del ministro Costa sulla questione dei sussidi dannosi per l’ambiente e al possibile aumento del prezzo carburanti.

Abbiamo quindi evidenziato che già oggi, sulla base dell’attuale livello di accisa, la tassazione sul combustibile diesel in Italia è già ben al di sopra di qualsiasi costo ambientale”, spiega l’Up. Aggiungendo che sono già state avanzate alcune proposte, tra cui quella di ridurre o eliminare l’accisa sulla parte rinnovabile dei carburanti.

Ma il diesel inquina davvero più della benzina?

Secondo Altroconsumo i motori diesel moderni inquinano meno di quelli a benzina. L’associazione di consumatori italiana, che fa parte del pool di quelle che hanno effettuato test sulle emissioni di inquinanti e CO2 di alcune auto attualmente in vendita, ha dimostrato che la situazione tra diesel e benzina è risultata quasi ribaltata. Emerge che oggi un buon motore diesel inquina meno di un equivalente a benzina.

Le vetture ibride, invece, risultano migliori solo se usate in città. Mentre sui percorsi extraurbani inquinano quanto un’auto a benzina. visto che l’apporto del motore elettrico diventa trascurabile. A conferma di quanto ci si poteva ragionevolmente aspettare e a smentita delle dichiarazioni di molti costruttori, portati a magnificare questa tecnologia (l’unica “ecologica” che hanno a portata di mano) senza fare distinzioni per modalità d’impiego.

Meglio incentivare il rinnovo del parco macchine

La misura più efficace per ottenere i massimi miglioramenti ambientali dal trasporto stradale – continua l’UP- resta quella di favorire il rinnovo del parco circolante. Con la massima velocità, sostituendo i veicoli più vecchi ed inquinanti con veicoli a basse emissioni indipendentemente dalla loro alimentazione. Senza penalizzare il consumatore finale per il carburante utilizzato.

Condizionare la rottamazione dei veicoli più vecchi all’acquisto di un auto elettrica, è un meccanismo che consentirebbe, almeno nei prossimi 4 – 5 anni (quando servirà il massimo sforzo di miglioramento), di incentivare la rottamazione solo di qualche centinaia di migliaia di veicoli.

Un numero assolutamente irrisorio rispetto ai 14 milioni di veicoli ante Euro 4 in circolazione che andrebbero eliminati.

Raccogliamo l’invito del ministro al confronto purché si possano concretamente superare le criticità sopra illustrate. E assicurare che la misura non si traduca in un ulteriore aumento ingiustificato della fiscalità per i consumatori“.

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