Prezzo benzina: dovrebbe costare 0,50 euro al litro, ecco perché

Il prezzo della benzina continuamente in aumento costituisce una tassa progressiva ingiusta socialmente.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
benziinaio

Nell’ultimo anno i prezzi di benzina, diesel e gas sono aumentati del 9,8%. In Italia il costo di un pieno è di circa 60 euro anche se il 64% di questo costo non è per il carburante ma per lo Stato. Il carico fiscale di ogni litro di carburante, infatti, è proprio del 64%: l’addizionale sulla benzina è di 0,728 euro al litro; 61 centesimi per il gasolio, 14 centesimi per il gpl e 40 per il gasolio da riscaldamento.

Federcontribuenti scrive che “tutti abbiamo notato questa impennata sul prezzo dei carburanti eppure in Italia il costo per un litro di benzina senza tasse e accise sarebbe di 50 centesimi a litro” e che ”Eliminando tasse e accise il costo a litro sarebbe uguale con gli altri Paesi europei, vale a dire circa 0,50 centesimi a litro. E anche se gli altri Paesi tassano il carburante l’Italia resta in testa alla classifica per il peso fiscale a litro: ben 1 euro in più a litro”.

Aumento del prezzo non solo per il carburante

Le conseguenze non sono soltanto che paghiamo un pieno di benzina 1 euro in più al litro ma che l’andamento dei prezzi del carburante influisce sul prezzo di moltissimi altri prodotti a largo consumo perché, se il trasporto aumenta del 10%, i prodotti che acquistiamo aumentano dell’11% e i contribuenti pagheranno un 42% in più di tasse a coprire le spese di trasporto e per l’aumento del prodotto che acquista.

L’Unione Europea ha stabilito che esiste una quota minima di accise sui carburanti sotto la quale non si può scendere, però, la quota minima, è la metà delle tasse applicate dall’Italia. ”Per la Ue la quota minima sulla benzina è di 0,359 euro. Abbiamo quindi i margini per ridurre almeno la metà di tutte le tasse per litro di carburante”.

Il carburante, quindi, serve a portare denaro fresco nelle casse dello Stato: le tasse in questo modo vengono decise dai consumi con una progressione rovesciata andando a gravare maggiormente sulle classi meno abbienti della popolazione costituendo una vera e propria ingiustizia sociale.

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Argomenti: News Fisco, Prezzi e tariffe