Prestito APE: perché è una bufala parlare di pensione anticipata

Prestito APE pronto al via (o quasi): ma sarà veramente una pensione anticipata? Ecco due punti sui quali riflettere

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La riforma pensioni basata sul prestito APE è quasi al debutto: nonostante i ritardi dei decreti attuativi, il Governo assicura che saranno rispettati i tempi.

Pensione prestito APE: ecco cosa manca

All’appello ad oggi mancano tre decreti attuativi, l’accordo per la convenzione con banche e assicurazioni, il parere del Consiglio di Stato, la registrazione della Corte dei Conti e una o due circolari Inps. Insomma l’”anticipo” pensionistico sembra partire già in ritardo. Ma c’è dell’altro.

Prestito APE: si può parlare di pensione anticipata?

E se parlare di “pensione anticipata” fosse stata solo un’operazione di marketing del governo, strategica si e probabilmente anche efficace (ma questo lo diranno solo i numeri), per promuovere la riforma? In altre parole: l’accesso al prestito APE permette di abbassare i requisiti anagrafici per la pensione? A conti fatti l’APE non abbassa la soglia della pensione di vecchiaia (dall’anno prossimo 66 anni e sette mesi, sia per uomini che per donne) ma si limita a concedere ai lavoratori la possibilità di auto-finanziarsi una rendita-ponte per coprire l’ultimo temporale prima che scatti il trattamento previdenziale vero e proprio. Il tutto, peraltro, ad un costo (ad eccezione dell’APE social che però, come abbiamo visto più volte, ha presupposti diversi).

Prestito APE: a che età di potrà smettere di lavorare?

Un paradosso evidenziato da più parti è che il prestito è obbligatorio: anche nel caso, non frequente ma ipoteticamente possibile, del lavoratore che, avendo risparmiato, avesse la possibilità di investire parte del suo capitale per finanziarsi da solo l’Ape, l’unica strada possibile per anticipare la pensione sarebbe ricorrere al prestito delle banche (pagando quindi i relativi interessi).

La società di consulenza Progetica ha fatto due conti per rendere meglio l’idea:  se un lavoratore con una pensione futura di 1.300 euro nette volesse smettere di lavorare con un anticipo di 3 anni e 7 mesi, al termine dell’Ape si dovrebbe accontentare di un assegno di 929 euro. Un prezzo che non tutti, è facile prevedere, sarebbero disposti a pagare e che potrebbe far scendere di molto il numero di domande per il prestito APE rispetto alle stime di Renzi.

Costo APE e penalizzazione: importo minimo della pensione

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