Prestito APE: banche chiudono le porte ai cattivi pagatori?

Prestito APE negato ai cattivi pagatori: chi ha debiti con la banca non potrà smettere di lavorare prima.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Prestito APE negato ai cattivi pagatori: chi ha debiti con la banca non potrà smettere di lavorare prima.

Chi ha debiti scaduti da più di 90 giorni, è stato segnalato nella Centrale Rischi della Banca d’Italia o è stato protestato non potrà accedere al prestito pensionistico APE anche qualora ricorrano tutti gli altri requisiti. E’ questo l’ultimo aggiornamento in merito ai soggetti esclusi dalla pensione anticipata tramite prestito APE volontario.

Al momento della domanda APE, infatti, il lavoratore richiedente dichiara, sotto la propria responsabilità, di non avere esposizioni per debiti scaduti o sconfinanti da oltre 90 giorni nei confronti di banche e istituti di credito in generale e che il suo nominativo non risulta tra quelli segnalati alla centrale dei rischi gestita dalla Banca d’Italia (o di non avere ricevuto comunicazioni in merito alla procedura di imminente iscrizione alla stessa) . Non creano invece ostacoli al riconoscimento dell’APE volontario i debiti estinti o la procedura di protesto passata e cancellata. Questo fermo restando quelli che sono i requisiti di reddito minimi per la pensione APE (non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo). Si tratta dunque di chiarimenti extra aggiuntivi che i lavoratori interessati a presentare domanda di APE volontario dovrebbero tenere a mente. Non trattandosi di una misura gratuita ma che in un certo senso espone le banche al rischio per la restituzione della somma anticipata, ben si comprende il senso di questi limiti di natura economica.

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