Pressione fiscale: bisogna ridurla di almeno 2 punti del PIL

In una recente intervista, Carlo Cottarelli fornisce la sua ricetta per dare un nuovo slancio economico all’Italia. Ecco cosa ha detto.

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In una recente intervista, Carlo Cottarelli fornisce la sua ricetta per dare un nuovo slancio economico all’Italia. Ecco cosa ha detto.

Per Carlo Cottarelli, capo dell’Osservatorio conti pubblici della Cattolica ed ex Premier De Facto (per soli pochi giorni), lo slancio economico italiano necessita di una riduzione della pressione fiscale di almeno 2 punti percentuali rispetto al PIL.

La ricetta di Cottarelli è ben più complessa e, intervistato dal Sole24Ore, da una sua visione dell’economia italiana.

Innanzi tutto, l’Italia paga un decennio di politiche economiche troppo restrittive.

La crescita del nostro paese è cosi bassa anche per colpa dell’Austerity, ma non bisogna dimenticare le cause che ci hanno portato ad adottare quel tipo di politica.

Oggi siamo nelle condizioni di poter avanzare riforme più coraggiose, espansive e soprattutto che permettano un taglio significativo alla pressione fiscale e alla burocrazia.

 

La ricetta di Cottarelli

secondo quanto riportato dal Sole24ore, le parole di Cottarelli vanno verso una visione decisamente opposta a quella affrontata nell’ultimo decennio, soprattutto durante la prima parte di esso: «Per provare a riprendere il cammino della crescita serve un piano ambizioso e strutturale, incluso un taglio drastico alla burocrazia e una riduzione della pressione fiscale di due punti di Pil nei prossimi tre anni. Ma non in deficit».

Il rilancio dell’Italia dovrebbe partire dal settore privato. Oggi sempre più imprenditori fanno fatica a fare, appunto, “impresa”.

Troppa burocrazia, un alto livello della tassazione e lentezza nella giustizia (non solo penale ma anche civile) hanno fatto da deterrente alla crescita economica dell’Italia.

Per Cottarelli bisogna partire da li. Sono questi i 3 pilasti su cui bisogna puntare nel futuro.

Il taglio delle tasse deve diventare strutturale e non può essere fatto in deficit, questo almeno per 2 ragioni:

  • Debito pubblico troppo elevato;
  • Potrebbe alimentare l’aspettativa che esso sia temporaneo.

Conclude Cottarelli “Nel programma di governo si parla di riduzione della pressione fiscale, ma per ora mancano i risultati perché quest’anno la pressione non diminuisce anche se è positivo che per lo meno non aumenti”.

 

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