Pressing dei sindacati per sgravi fiscali al mezzogiorno

La diminuzione del gettito potrebbe essere compensata da un’aumento dell’Iva sui beni di lusso

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il

Dopo i dati diffusi ieri sull’ entità dell’evasione in Italia le pressioni dei sindacati nei confronti del ministero dell’ economia e finanze guidato da Giulio Tremonti affinché approvi sgravi fiscali sopratutto per il mezzogiorno si fanno sempre più insistenti. Infatti i dati sono abbastanza allarmanti visto che sui redditi per i quali non vi è prelievo alla fonte oltre il 38 per cento dei redditi viene evaso. Al sud vi sono punte di evasione che superano anche il 66 per cento, e quindi nonostante i buoni risultati della lotta all’ evasione condotti da amministrazione finanziaria e guardia di finanza occorre trovare un metodo per contrastare questa vera e propria piaga sociale. La ricetta dei sindacati per la riduzione dell’Irpef – La ricetta dei sindacati prevede di ridurre la pressione dell’Irpef soprattutto per i lavoratori dipendenti ed i pensionati collocati nelle fasce di reddito più basse, la diminuzione di gettito potrebbe essere compensata da un’aumento dell’Iva sui beni di lusso. Entro fine mese il ministro Giulio Tremonti dovrà presentare a Bruxelles il piano di riforme e dovrà tenere conto anche di queste esigenze oltre che di quelle di altri parti sociali come Confcommercio e Confindustria, la prima totalmente contraria ad un aumento dell’ Iva che potrebbe portare una contrazione dei consumi. Il documento dovrà contenere il piano che riguarda lo sviluppo economico del paese e la riduzione del deficit. Si punterà molto sulla accelerazione degli investimenti in opere pubbliche, ricerca e sviluppo, semplificando drasticamente le procedure per gli appalti e rinegoziando con le Regioni l’utilizzo delle risorse nazionali e comunitarie non spese. Tra l’ altro il ministro Fitto ha ricordato come solo l’ 1,3 per cento delle risorse destinate a promuovere le regioni dell’ obiettivo 1 ( Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, e Sicilia) siano state impegnate. Si tratta quindi di circa 3 miliardi di euro, ne restano almeno 200 da impegnare però in poche grandi infrastrutture, in modo da convogliare le risorse verso pochi progetti ma efficaci. Grandi infrastrutture saranno fatte soprattutto al sud, che ha ancora uno stato di arretratezza rispetto alla media del paese, così come sarà chiesta una fiscalità privilegiata per gli abitanti delle regioni meridionali. Quanto alla riforma del fisco, il ministro dell’Economia ha messo al lavoro dal qualche mese quattro commissioni di esperti per preparare il disegno di legge delega che dovrebbe condurre alla riforma entro l’arco della legislatura, cioè prima delle elezioni del 2013. Non è chiaro se rientreranno anche gli sgravi al reddito proposti dai sindacati, in quanto fra gli esponenti di governo c’è chi, come il ministro Sacconi, preferirebbe che tali risorse fossero destinate al rafforzamento degli incentivi per il salario di produttività. Il problema principale è che comunque tali riforme sarebbero sempre a costo zero, in quanto le risorse per essere stanziate devono prima essere tolte da altri capitoli di spesa. Comunque la riforma fiscale, insieme a quella giudiziaria e quella costituzionale resta sempre una priorità del governo , come annunciato dal presidente del consiglio dei ministri Berlusconi in conferenza stampa.

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Argomenti: News Fisco

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