Post Quota 100: come andrà in pensione chi non rientra nell’Ape Sociale allargata?

Ape Sociale allargata non garantisce a tutti la pensione anticipata. Come uscire dal lavoro prima in alternativa e chi potrà farlo.

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Come potrebbe essere rafforzata l'ape sociale dopo quota 100

Il 31 dicembre scade quota 100, al suo posto si allarga Ape Sociale. Ma per molti lavoratori l’accesso alla pensione anticipata a 62 anni resterà precluso. Lo scivolo pensionistico infatti non riguarda tutti, ma solo particolari categorie di lavoratori svantaggiati.

Il governo è al lavoro per allargare Ape Sociale (in pensione a 63 anni), in vigore dal 2017, a una platea più vasta di lavoratori che svolgono mansioni usuranti. Già adesso vi rientrano 15 categorie, ma dal 2022 aumenteranno sensibilmente di numero.

Ape Sociale allargata

La commissione governativa lavori gravosi, presieduta da Cesare Damiano, ha già aggiornato la lista degli usuranti. Si tratta di 92 categorie professionali per le quali il Parlamento vaglierà l’opportunità e la possibilità di riconoscere la pensione anticipata.

Non è detto che per tutti il requisito anagrafico sarà di 62 anni. In ossequio al nuovo principio di flessibilità suggerito dall’Inps, per talune figure professionali la finestra potrebbe aprirsi anche prima, mentre per altri dopo. Dipenderà dal tipo di lavoro e da quanto tempo è stato svolto.

Si agirà molto probabilmente sia sul requisito anagrafico, legato alle aspettative di vita, che su quello contributivo. Attualmente per richiedere Ape Sociale per i lavoratori usuranti occorrono 36 anni di versamenti contributivi.

Le altre pensioni anticipate

E per chi non potrà beneficiare di Ape Sociale, cosa resterà per andare in pensione in anticipo se quota 100 sparisce? Al momento il nostro ordinamento prevede altre diverse possibilità. La prima è quella di opzione donna (in pensione a 58 anni con 35 di contributi) che dovrebbe essere prorogata. Ma è una strada riservata alle sole lavoratrici.

Per molti lavoratori dipendenti del settore privato, invece, restano aperti gli scivoli pensionistici. Vanno dai 7 anni della isopensione, fino ai 5 anni previsti dai contratti di espansione e dagli assegni straordinari.

Per molti lavoratori, però, il dopo quota 100 sarà un rebus. Il rischio, soprattutto per gli statali, è quello di tornare alle regole della Fornero con uno scalone di 5 anni. Allo scopo il governo punta sull’istituzione di una pensione flessibile a 62-63 anni per tutti erogabile in due tranches distinte.

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