Pos obligatorio con dati da inviare al Fisco: chi sono i controllati, i contribuenti o le imprese?

L'obiettivo del Governo è quello di rafforzare il controllo sui pagamenti in nero, invio pagamenti con il Pos per tutte le banche

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Multa Pos bancomat e carta di credito agli esercenti che si rifiutano, come funziona e chi controlla

Le banche e gli altri intermediari finanziari che emettono carte di credito, di debito o prepagate devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico ossia dei Pos messi a disposizione degli esercenti nonché l’importo complessivo di tutte le transazioni giornaliere effettuate con gli stessi strumenti. Sono oggetto di comunicazione le transazioni avvenute presso negozi, esercizi commerciali e studi professionali. Senza alcuna distinzione tra operazioni con consumatori finali o con altri operatori economici.

Questo quanto prevede il decreto 36/2022, nuovo decreto PNRR.

Invio dati Pos in capo alle banche e agli altri intermediari finanziari

L’art.22 del D.L. 124/2019, riconosce un credito d’imposta in favore degli esercenti attivita’ di impresa, arte o professioni per le commissioni agli stessi addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito, prepagate o altri strumenti tracciabili.

Detto cio, le banche e gli altri intermediari finanziati che mettono a disposizione degli esercenti il servizio Pos, devono trasmettere al Fisco le informazioni necessarie a controllare la spettanza del credito d’imposta.

Compreso l’importo complessivo delle transazioni giornaliere effettuate mediante gli stessi strumenti.

Da qui, in attuazione delle suddette disposizioni sono stati emanati rispettivamente:

  • il provvedimento 21 aprile 2020 della Banca d’Italia attraverso il quale sono stati individuati i criteri e le modalità con cui i prestatori di servizi di pagamento comunicano agli esercenti attività d’impresa, arte e professione le informazioni utili a determinare il credito d’imposta  sulle commissioni pagate nel mese di riferimento;
  • il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, prot. n. 181301/2020 del 29 aprile 2020, con cui sono stati definiti i termini, le modalità e il contenuto delle comunicazioni mensili trasmesse telematicamente all’Agenzia delle entrate dagli operatori dei sistemi di pagamento.

Si veda a tal proposito la risposta n° 503/2020.

Invio dati del Pos

Il nuovo decreto PNRR interviene sulla misura in parola.

In particolare, oltre a prevedere il Pos obbligatorio,  viene espunto il riferimento al comma 1-ter del suddetto articolo 22. Il comma 1-ter fa riferimento agli strumenti di pagamento collegati al registrato telematico di cassa ovvero agli strumenti di pagamento evoluto. Infatti, ogni qualvolta che ci rechiamo presso un negozio se decidiamo di pagare con carta, attendiamo sia lo scontrino del registratore telematico sia quello del Pos. L’operatore si interfaccia manualmente con entrambi i dispositivi . Con gli strumenti di pagamento appena citati tale passaggio dovrebbe essere superato, considerata il collegamento diretto tra Pos e registratore telematico.

Detto ciò, in virtù dell’intervento del nuovo decreto PNRR, gli intermediari finanziari che emettono carte di credito, di debito o prepagate, devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico (Pos) messi a disposizione degli esercenti nonché l’importo complessivo di tutte le transazioni giornaliere effettuate con gli stessi strumenti. Operazioni avvenute presso negozi, esercizi commerciali e studi professionali. Senza alcuna distinzione tra operazioni con consumatori finali o con altri operatori economici.

La misura, anch’essa di contrasto al sommerso, intende combattere, attraverso il raffronto tra scontrini emessi e incassi elettronici segnalati, la pratica evasiva del “pre-conto” non seguito dall’emissione del documento fiscale (Fonte fisco oggi).

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