Pizzeria piano terra condominio: quando fumo e odore sono intollerabili?

Fumi e odori dalla pizzeria al piano terra del condominio: chi ha ragione? Facciamo chiarezza.

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Fumi e odori dalla pizzeria al piano terra del condominio: chi ha ragione? Facciamo chiarezza.

Una pizzeria al piano terra del condominio: per molti all’apparenza è una comodità ma nel lungo termine possono sorgere problemi di convivenza pacifica. Dopo la pubblicazione dell’articolo di approfondimento in merito ai fumi e agli odori in condominio, ci sono arrivate parecchie richieste di informazioni per casistiche che non riguardano convivenza tra vicini di casa privati ma attività commerciali nel condominio.

Il caso tipico è quello della pizzeria al piano terra di un edificio. Facciamo chiarezza sulle tematiche più importanti.

Il condominio può impedire l’apertura di una pizzeria al piano terra?

Se il regolamento di condominio non contiene espliciti divieti, ogni proprietario resta libero di adibire all’uso che ritiene più consono il proprio locale (così anche Cassazione n. 221307/2016). Quindi i proprietari in disaccordo, in difetto di divieto da regolamento (clausola che, in ogni caso, deve essere stata votata all’unanimità o approvata da tutti i condomini all’atto dell’acquisto dell’appartamento dal costruttore), non possono impedire l’apertura di un esercizio commerciale nello stabile (neanche ai piani superiori anche se quasi sempre quello interessato è il piano terra).
E ovviamente, se la pizzeria apre, il gestore deve essere messo nelle condizioni di poter lavorare quindi non sono ammessi risarcimenti per rumori che rientrano nella normale tollerabilità.
Le regole per la canna fumaria servono ad impedire che fumi e odori creano disturbo ai condomini. Ma c’è stata una sentenza di segno opposto che ha fatto scuola e che potrebbe aprire la strada a risarcimenti in casi simili.

Pizzeria al piano terra del condominio: risarcimento da odori e fumi

Per qualcuno il profumo di pizza può essere il più buono del mondo ma quando si è costretti a respirarlo in casa tutte le sere può diventare un problema. La sentenza 45225/2016 della Corte di Cassazione ha fatto rientrare nella fattispecie di “getto di cose pericolose” le immissioni di fumo di una pizzeria di Arzignano confermando che gli inquilini erano molestati dai fumi della cottura. Nel caso specifico è stato determinante l’intervento della Asl che ha confermato il superamento della normale tollerabilità anche a finestre chiuse.

Avete liti condominiali in sospeso in merito a questioni legate a fumo o odori? Non esitate a contattarci per conoscere i vostri diritti. Scrivete in redazione all’indirizzo: [email protected]

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