Pignoramento e Rottamazione 2018: chiarimenti

Pignoramento presso terzi e Rottamazione 2018, basta la presentazione della domanda? I chiarimenti di Equitalia e Agenzia delle Entrate.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pignoramento e rottamazione cartelle 2018

Pignoramento e Rottamazione cartelle esattoriali 2018, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, sono un agente di commercio le riscrivo per chiedere ulteriori chiarimenti sul pignoramento presso terzi notificato il 03\11\2017 all’ azienda che rappresento da parte della agenzia riscossione dell’entrate per cartelle non pagate.

In data 14\12\2017 ho aderito alla definizione agevolata (rottamazione bis) per le cartelle oggetto del pignoramento.

Contestualmente ho fatto richiesta all’ agenzia dell’entrate della sospensione atto di pignoramento (il terzo non ha mai comunicato importi o effettuato pagamenti).

In data 03\01\2018 è stato notificato al terzo e a me a mezzo PEC la sospensione del procedimento e pertanto in conformità al comma 5 del citato art.6 del dl n.193/2016 l’agente della riscossione non può proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate.

Con questo pensavamo di poter ricevere i pagamenti della provvigioni che maturano a mio favore ma l’agenzia dell’entrate ha chiarito che le somme non possono essere erogate ne a me e né all agenzia e dovranno restare accantonate fino a saldo della definizione agevolata.

Pertanto sono a chiedere un chiarimento perché  l’incertezza deriva dal fatto che si parla di sospensione del pignoramento (definizione che comporterebbe la non assegnazione della somme pignorate tra l’ altro mai comunicate dal terzo ma la permanenza del vincolo di indisponibilità) mentre nel testo è fatto riferimento all’art 6 del Dl n.193/2016 che impedisce la prosecuzione delle  procedure di recupero coattivo (prescrizione che comporterebbe la inefficacia del pignoramento ed il conseguente pagamento al debitore delle somme pignorate. ) La pregherei se fosse possibile chiarimenti in merito. Saluti.

Risposta

Esamineremo in quest’articolo tutti gli aspetti del pignoramento presso terzi e l’adesione alla definizione agevolata (rottamazione) con i chiarimenti di Equitalia e l’Agenzia delle Entrate.

Pignoramento presso terzi con pagamento dei versamenti

Se si presenta il modello DA1, e il terzo pignorato nell’ambito di una procedura di pignoramento presso terzi, abbia già iniziato ad effettuare i versamenti, ovvero sia già stata presentata istanza di assegnazione al giudice, non ricorrono i presupposti per l’interruzione della procedura esecutiva già avviata. Lo hanno chiarito Equitalia e Agenzia delle Entrate, nell’esaminare alcune questioni specifiche connesse alla rottamazione dei ruoli.

Chiarimenti da Equitalia

Equitalia chiarisce che né la semplice presentazione della dichiarazione, né il versamento della prima rata delle somme dovute a seguito dell’istanza di ammissione alla rottamazione dei ruoli sono sufficienti a perfezionare la definizione agevolata.

Nella fattispecie l’art. 6, comma 1, del Dl decreto fiscale prevede che l’abbattimento delle sanzioni comprese nei carichi definiti e degli interessi di mora sia condizionato al pagamento integrale del capitale e degli interessi compresi nei carichi, del relativo aggio, delle spese esecutive e dei diritti di notifica.

Inoltre, chiarisce che la definizione agevolata si considererà efficace esclusivamente laddove tutte le somme dovute, e non soltanto quelle comprese nell’eventuale prima rata, risultino tempestivamente versate.

Sul punto, tuttavia, non viene precisato se, ai fini dell’accesso alla procedura, sia sufficiente la presentazione dell’istanza oppure se occorra anche il versamento della prima rata, considerato che il D.L. dispone che con il pagamento della prima rata sia revocata l’eventuale dilazione precedentemente concessa.

Pignoramento e rottamazione cartelle, cosa fare?

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Rispondendo ad alcuni quesiti, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in riferimento al processo tributario – si ritiene che l’impegno a rinunciare al contenzioso non corrisponda strettamente alla rinuncia al ricorso di cui all’art. 44, D.Lgs. n. 546/1992.

Ciò che infatti assume rilevanza sostanziale ed oggettiva è il perfezionamento della definizione agevolata, mediante il tempestivo ed integrale versamento del complessivo importo dovuto. La definizione rileva negli eventuali giudizi pendenti in cui sono parti l’agente della riscossione o l’ente creditore o entrambi, facendo cessare integralmente la materia del contendere qualora il carico definito riguardi l’intera pretesa oggetto di controversia.

La cessazione della materia del contendere, come prevede il comma 3 dell’art. 46, D.Lgs. n. 546/1992, comporta che, nei casi di definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge, le spese del giudizio estinto restano a carico della parte che le ha anticipate. In generale si ritiene che gli effetti della definizione agevolata di norma prevalgano sugli esiti degli eventuali giudizi.

In caso di giudizi pendenti, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • qualora l’esito definitivo del giudizio sia favorevole al contribuente non vi sarà alcuna ulteriore riscossione né al contempo alcuna restituzione di quanto versato in sede di definizione agevolata;
  • qualora l’esito del giudizio sia sfavorevole al contribuente vi sarà la riscossione del residuo terzo di tributi e correlati interessi e sanzioni amministrative, atteso che il debito relativo alle sanzioni compreso nel carico dei 2/3 è stato estinto mediante definizione agevolata.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”.

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Argomenti: Lettere, News Fisco, Rottamazione cartelle esattoriali