Piano Industri 4.0, Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Investimenti in beni strumentali, in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative e in formazione 4.0. Ecco i nuovi incentivi.

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Investimenti in beni strumentali, in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative e in formazione 4.0. Ecco i nuovi incentivi.

La legge 27 dicembre 2019, n. 160 del 2019 (Legge di Bilancio 2020) ha previsto la ridefinizione degli incentivi fiscali collegati al “Piano nazionale Impresa 4.0” e, in particolare, di quelli concernenti gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design

L’agevolazione può essere applicata esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di uguale importo a partire dall’anno successivo a quello di maturazione.

L’agevolazione si applica alle seguenti 3 macro aree:

  • Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico: il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro.
  • Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati: il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro; è invece riconosciuto nella misura del 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.
  • Attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale: il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

 

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