Piano cashback, ok a rimborsi oltre soglia minima e zero commissioni

Piano cashback: rimborsi riconosciuti solo se si supera una soglia minima di spesa e zero commissioni per le micro-spese.

di , pubblicato il
Piano cashback: rimborsi riconosciuti solo se si supera una soglia minima di spesa e zero commissioni per le micro-spese.

Tra un Dpcm e l’altro, prorogato lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021, il Governo pare sia tornato a lavoro sul piano cashback. Meno contanti e più pagamenti elettronici per combattere l’evasione, così si garantiscono maggiori entrate all’Erario e si può reinvestire il denaro nella ripresa economica e finanziaria del Paese dopo l’emergenza Coronavirus. Come riportato da Sky Tg24, fonti vicine al Governo avrebbero confermato l’intenzione dell’Esecutivo di procedere con una riforma dei pagamenti che riconosca rimborsi per le spese tracciabili oltre una certa soglia e l’azzeramento delle commissioni per le micro-spese. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e cosa è emerso fino ad oggi.

Piano cashback: rimborsi riconosciuti solo se si supera una soglia minima di spesa

Il sistema cashback annunciato dal Premier Giuseppe Conte e dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si basa su un semplice meccanismo di ritorno, che punta a “restituire” parte della spesa a chi sceglie di effettuare i propri acquisti tramite pagamenti elettronici o – comunque – tracciabili. In questo modo si punta ad incentivare l’abbandono del contante, spingendo verso transizioni registrate e, quindi, difficilmente eludibili.

Sul bonus cashback si è detto molto, anche se ancora non è stato confermato ufficialmente niente: dovrebbe assicurare il ritorno del 10% della spesa per un massimo di 3 mila euro, questo vuol dire che il Governo sta pensando di fissare un tetto massimo, riconoscendo un rimborso fino a 300 euro per gli acquisti effettuati con pagamenti tracciabili (carte di credito, bancomat, elettronici etc.), effettuati fisicamente presso i rivenditori (mentre sono da escludersi quelli on-line).

Allo stesso modo, stando alle ultime indiscrezioni, si starebbe ragionando sull’introduzione di una soglia minima di spesa per avere diritto al cashback, ovvero almeno 50 transazioni di almeno 1.500 euro nei primi sei mesi e altre 50 da 1.500 euro nel secondo semestre (per un totale di 3.000 euro l’anno).

Piano cashback: zero commissioni per le micro-spese

Sempre nell’ottica di incentivare a spendere di più tramite transazioni tracciabili, con l’approvazione del piano cashback si potrebbe arrivare all’azzeramento sulle commissioni per i pagamenti tramite carta e/o elettronici. Nello specifico, le commissioni sarebbero azzerate per i micro-pagamenti con le carte fino a 5 euro. Dal confronto tra Governo e operatori sarebbe emersa la disponibilità di questi ultimi nel procedere verso tale direzione, permettendo l’adesione su base volontaria.

Il nuovo meccanismo dovrebbe essere attivo già dal 1° dicembre 2020 e, al momento, sarebbe al vaglio del Governo anche l’ipotesi di abbassare – se non azzerare del tutto anche in questo caso – le commissioni per i pagamenti superiori a 5 euro, arrivando a coprire spese comprese fino a 10/25 euro (cosa che, bisogna dire, fanno già diversi operatori con specifiche proposte commerciali).

Non si è parlato di alcun protocollo specifico ma, come già anticipato, l’intenzione sarebbe quella di lasciare autonomia agli operatori e libera iniziativa agli acquirenti.

Argomenti: ,