Piano azione coesione: obiettivo incentivare lo sviluppo italiano

La politica del governo italiano per incentivare lo sviluppo occupazionale in Italia e soprattutto nel mezzogiorno

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
La politica del governo italiano per  incentivare lo sviluppo occupazionale in Italia e soprattutto nel mezzogiorno

Il problema crescita è prerogativa non solo del governo italiano ma è anche uno dei punti cardine della politica della comunità europea. In sostanza dovrebbero essere disponibili ancora 82 miliardi di euro, di cui 8 da destinare all’Italia per le politiche di stimolo della crescita. Tale stanziamento riguarderebbe il tradizionale fondo strutturale europeo per la coesione nazionale e prevede che oltre a programmi per l’incremento strutturale dell’occupazione, possano anche ad esempio essere finanziati investimenti strutturali nel mezzogiorno.
In materia l’intervento dell’esecutivo italiano è stato particolarmente elogiato e preso come modello per lo sviluppo anche in altre nazioni. In sostanza nel nostro paese si è tentato di ridurre il cofinanziamento statale incentivando i privati, intervento che ha liberato risorse per circa 8 miliardi di euro, ed i soldi non spesi sono stati destinati a poche priorità come ad esempio le ferrovie, l’agenda digitale e l’istruzione. Per incentivare programmi di sviluppo occupazionale destina circa 3,7 miliardi di euro, di cui 142 milioni di euro subito stanziati,  ad un credito di imposta da utilizzare per assumere lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ( all’interno di dette categorie ricadono disoccupati di lunga durata, giovani inoccupati e donne che risiedono in territori dove è molto elevata la disoccupazione femminile). Dai calcoli effettuati dai tecnici del ministero, i 142 milioni stanziati permetteranno di assumere almeno 8 mila lavoratori svantaggiati e circa 3 mila molto svantaggiati. Ulteriori risorse saranno destinate al programma dalla ridesti nazione dei fondi europei e dalla riduzione dell’apporto del fondo nazionale.
Il piano azione coesione ( questo il nome dell’intervento messo in atto dall’esecutivo) nel futuro si preoccuperà anche di fornire ausilio agli interventi di natura assistenziale che riguardano gli asili nido ed i servizi agli anziani. Inoltre verranno penalizzate le regioni che sforano i tetti di spesa ed i ritardi, anche a livello di programmi centrali, che si registrano nei piani in alcuni settori ( energia, innovazione, ecc.) 
Il piano oltre ai 142 milioni di euro messi a disposizione per il credito di imposta al fine di agevolare le nuove assunzioni, stanzia  974 milioni all’istruzione e 410 milioni di euro per l’agenda digitale.  Per l’ammodernamento della rete ferroviaria, soprattutto nelle regioni meridionali, sono disponibili circa 6,5 miliardi ( di cui 5 miliardi di euro come risorse già stanziate e 1445 milioni derivanti dal piano azione coesione).

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Manovre Fiscali e Finanziarie