Permessi non goduti (ROL) il datore può obbligare a goderli invece di pagarli?

Permessi non goduti arretrati, il datore di lavoro può imporre di fruirli ad ore, senza tener conto delle esigenze del lavoratore? La Redazione risponde.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Ferie negate e festività soppresse

Permessi non goduti – ROL, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, avrei la necessità di sapere se il mio datore di lavoro mi può obbligare ad usufruire  dei permessi rol  a 4 ore giornaliere + 4 ore di lavoro, per una sua necessità personale.                                                                                                                                                          Premetto che ho piu’ di 700 ore arretrate non godute che lui non mi ha mai pagato e non intende pagarmele, ma le vuole sfruttare per sue esigenze personali. Visto che i permessi sono miei mi posso rifiutare del nuovo orario di lavoro che lui mi ha proposto? Se no a cosa posso andare incontro?  Lui mi ha detto che la sua richiesta è legittima per legge. Io ne vorrei usufruire almeno a giornate intere non a mezze visto che dovrei lavorare solo il pomeriggio impegnandomi cosi’ tutta la gionata.  Sarei lieto di una sua risposta.

Smaltimento forzato permessi arretrati

I permessi retribuiti, sono previsti dai contratti collettivi, si tratta di un istituto contrattuale, la cui regolamentazione è rimessa alla disciplina stabilita dalle parti, i permessi rientrano tra i diritti disponibili del lavoratore, dal momento che non vi è alcuna previsione di legge che ne preveda l’indisponibilità.

Ricordiamo che i permessi sono periodi di assenza dal lavoro retribuiti che possono essere fruiti a gruppi di ore. Il numero di ore di permesso maturato dipende dal contratto CCNL di riferimento.

Quindi, il lavoratore, in base al contratto di lavoro con cui è stato assunto, matura ogni mese un numero di ore di permesso (ROL) da utilizzare secondo le sue esigenze. I permessi sono periodi di assenze retribuite dal lavoro.

Nessun contratto collettivo dà all’azienda il potere di obbligare il dipendente alla fruizione dei permessi arretrati, è previsto invece, dai contratti, la possibilità di smaltimento di ferie e permessi retribuiti residui, solo con appositi accordi che il datore di lavoro deve stipulare con le rappresentanze sindacali.

Riepilogando, solo se c’è un accordo firmato tra le parti, il datore di lavoro non le può imporre la fruizione dei permessi, come da lei descritto. L’azienda non può obbligare unilateralmente il dipendente alla fruizione, il dipendente deve però rispettare eventuali accordi sindacali in merito, se esistenti.

La normativa, prevede che alla data di scadenza dei permessi retribuiti, questi non possono essere più accantonati ma devono essere pagati in busta paga.

Per maggiori informazioni sul pagamento dei permessi in busta paga, consigliamo di leggere: Permessi (ROL) non goduti pagati entro giugno in busta paga, se il datore di lavoro non li paga?

Quindi, le consiglio di far presente le sue necessità al datore di lavoro e con lui trovare la giusta soluzione, senza imposizioni da parte del datore di lavoro.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Normativa di riferimento

Art.2109 Cod. Civ.

DLgs. n. 66/2003.

Art. 2130 Cod. Civ.

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Argomenti: Lettere, Quesiti contratti di lavoro, News lavoro, Ferie retribuite, Permessi Lavoro

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