Permessi legge104, è possibile assistere la figlia del compagno convivente?

Permessi legge 104 è possibile assistere la figlia del compagno convivente? | La Redazione risponde.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Legge 104

Permessi legge 104, il quesito di un nostro lettore:

Salve, vorrei porle una domanda, sono 11 anni che convivo con un uomo che ha una figlia di 14 anni disabile cresciuta da me, vorrei chiederle cosa fare non essendo la mamma, visto che la mamma della disabile è deceduta al parto, io lavoro come oss presso un centro di riabilitazione e  vorrei poter usufruire della legge 104 come posso fare visto che consumo tutte le mie ferie per seguire la piccola con il padre? Nell’ attesa di una vostra risposta la saluto cordialmente.

Il Ministero del Lavoro, con interpello n. 19 del 26 giugno 2014, fornisce importanti chiarimenti sui tre giorni di permesso 104 per assistere parenti o affini entro il 3 grado con handicap grave.

Nell’interpello si richiama l’art. 33, comma 3 della legge 104/92, modificata ed integrata dall’art 24 comma 1, lettera a) della Legge n. 183/2010, secondo cui sono legittimati a fruire dei permessi per l’assistenza a persona in situazione di gravità il coniuge e il parente o affine entro il secondo grado. Nel caso  in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni di età, siano affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o mancanti, la fruizione dei permessi è possibile da parte di un parente o affine entro il terzo grado.

Elenchiamo i gradi di parentela

Primo grado: figli e genitori.
Secondo grado: fratelli, sorelle, nipoti (figli dei figli) e nonni.
Terzo grado: zii e nipoti (figli di un fratello o una sorella).

I gradi di affinità

Primo grado: suocero, genero e nuora.
Secondo grado: sorella e fratello del coniuge.
Terzo grado: zia e zio del coniuge.

Permessi legge 104 può fruirne il convivente?

Con Circolare 38/2017 l’Inps ha fatto chiarezza confermando questa possibilità. Un chiarimento necessario soprattutto in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 213 del 23 settembre dello scorso anno che si è espressa in merito alla legge sulle unioni civili. E proprio alla luce delle novità normative la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 33 nel punto in cui non include irragionevolmente il convivente tra i soggetti legittimati ad usufruire del permesso retribuito per assistere il parente con disabilità grave.

Per usufruire dei permessi 104 per assistere il convivente disabile occorre provare la coabitazione e la dimora abituale nello stesso Comune. L’Inps ha precisato che la convivenza di fatto prescinde dal genere. Agevolazione che invece non può essere estesa è quella del congedo straordinario, fatta eccezione di unioni civili ma unicamente nel caso in cui la parte di un unione civile presti assistenza all’altra parte dell’unione e non anche quando l’assistenza sia a favore di un parente dell’unito, non essendo riconoscibile in questo caso rapporto di affinità.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Fonte e riferimenti normativi

SuperAbile INAIL

Circolari INPS

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