Permessi legge 104 utilizzati ingiustamente, cosa si rischia?

Permessi legge 104 se utilizzati ingiustamente, si può essere denunciati, cosa si rischia?

di Angelina Tortora, pubblicato il
licenziamento

Permessi legge 104 utilizzati ingiustamente, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, a chi mi devo rivolgere se vedo ingiustamente utilizzati i permessi 104? Grazie per la collaborazione. Complimenti per i suoi interventi molto utili a noi utenti.

Risposta

Per prima cosa consideriamo che, disattendere quanto previsto dalle norme di tutela dell’assistenza alle persone con disabilità è un comportamento tanto più odioso, in quanto questo impone un impegno di spesa pubblica che tutta la collettività sopporta a tutela esclusiva della persona con disabilità che, le giornate di permesso o di congedo richieste dal lavoratore, prevedono generalmente una riorganizzazione dell’attività lavorativa e spesso incombenze più gravose per i colleghi, oltre al fatto, che il riconoscimento di queste agevolazioni comporta un vincolo morale oltre che giuridico del lavoratore, cittadino. In ultima analisi una condotta che ha forza di disvalore sociale.

Detto questo, l’abuso dei permessi 104 non è solo un illecito civile che può portare al licenziamento in tronco, ma può costituire un reato di truffa a danni dello Stato, soprattutto nel pubblico. Detto questo, però, va anche specificato che è stato abrogato l’obbligo di assistenza continuativa: in altre parole il dipendente che usufruisce di permessi 104 non è tenuto a trascorrere tutto il tempo a fianco dell’assistito.

Chi usufruisce dei permessi 104 senza un’esigenza reale non danneggia solo il datore e l’Inps ma potenzialmente anche i colleghi perché il capo è tenuto a riorganizzare il personale per coprire i turni.

La denuncia va fatta al datore di lavoro o alle autorità preposte.

Cosa si rischia

Si tratta di un reato procedibile d’ufficio, quindi la denuncia ha un valore limitato di “avviso”: sono poi le forze dell’ordine ad aprire il fascicolo e a trasmetterlo eventualmente alla Procura della Repubblica per l’avvio delle indagini.

In questo senso il collega che “fa la spia” o anche un conoscente, non è tenuto ad avere delle prove tanto che la denuncia può essere fatta anche in forma anonima. La giurisprudenza ha anche confermato che la prova fotografica è sufficiente ad inchiodare il lavoratore a meno che quest’ultimo non riesca a spiegare perché l’immagine non è attendibile.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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