Permessi legge 104, trasformazione lavoro orario part time e congedo straordinario retribuito frazionato: facciamo chiarezza

Facciamo un pò di chiarezza sulla trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time per chi assiste un familiare con handicap e sul congedo straordinario.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Facciamo un pò di chiarezza sulla trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time per chi assiste un familiare con handicap e sul congedo straordinario.

Buongiorno,

ho un fratello disabile a seguito di un incidente sul lavoro. Stavo cercando più informazioni sulla legge 104 (che già abbiamo) per capire se con questa possiamo avere delle agevolazioni che non conosciamo. Ho trovato il suo articolo e volevo un chiarimento circa due punti:

1. “I lavoratori che assistono familiari con handicap grave in base alla legge 104 articolo 3 comma 3, hanno inoltre il diritto di avere 3 giorni di permessi retribuiti al mese per assistere il familiare disabile (per ogni familiare disabile che assistono poiché questi permessi sono cumulabili) e di poter chiedere, una sola volta nella vita lavorativa di un congedo straordinario retribuito di 2 anni (continuativo o frazionato) per assistere il familiare”

come funziona per il congedo straordinario? E la ditta può decidere di non concederlo? In caso venisse fatto in modo frazionato i giorni di congedo straordinario si sommerebbero ai 3 giorni mensile o sarebbero in alternativa?

2. “Da nessuna parte della normativa, però, è stabilito che il lavoratore che assiste familiare con handicap grave abbia la possibilità di scegliere quale orario di lavoro svolgere (se il turno di mattina o quello di pomeriggio) anche se resta fermo il diritto di trasformare il proprio rapporto di lavoro da full time in part time.”

considerando che mio fratello va assistito h24 e mio papà è venuto a mancare sto chiedendo al mio datore di lavoro l’orario di lavoro part time per poter aiutare mia mamma. Sto avendo dei problemi ad averlo. Avendo la 104 sono obbligati a concedermelo?

Congedo straordinario e diritto parentale

Rispondo con ordine alle sue domande. Il congedo straordinario spetta al lavoratore che assiste un familiare con disabilità grave in base alla legge 104 articolo 3 comma 3. La ditta non può decidere di non concederlo essendo un congedo retribuito dall’Inps e non dalla ditta stessa e trattandosi di una sospensione dal lavoro in cui il lavoratore, tra l’altro, non matura ferie, TFR e scatti di anzianità. Se il congedo straordinario viene fruito in maniera frazionata può essere fruito in aggiunta ai 3 giorni mensili di permessi legge 104. Ma nel suo caso, purtroppo, non le spetta. Per fruire del congedo straordinario, infatti, c’è un ordine di priorità familiare ed essendo sua madre ancora in vita il diritto di congedo straordinario spetta a lei e non alla sorella del disabile grave. Può trovare maggiori informazioni al riguardo leggendo il seguente articolo: Congedo straordinario retribuito, diritto di priorità parentale.

Legge 104 e part time lavorativo

Il decreto attuativo numero 81 del 15 giugno 2015 rende possibile per i soggetti beneficiari della Legge 104 di ottenere con con priorità la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Nel decreto in questione è riportato quanto segue all’articolo 8:

  1. I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche nonché da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, eventualmente anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l’azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. A richiesta del lavoratore il rapporto di lavoro a tempo parziale è trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno.
  2. In caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
  3. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore a tredici anni o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104 del 1992, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
  4. Il lavoratore il cui rapporto sia trasformato da tempo pieno in tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria legale rispetto a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.
  5. Il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purché con una riduzione d’orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro è tenuto a dar corso alla trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Welfare e previdenza

I commenti sono chiusi.